Leggo con dispiacere la replica del sindaco Loris Figoli al mio precedente intervento, che voleva semplicemente offrire il punto di vista di un cittadino attento ai bisogni reali del proprio territorio. Nel mio piccolo, so bene cosa significhi prendersi cura concretamente dei luoghi. Da anni, insieme ad altre persone di esperienza e buona volontà, partecipo in silenzio ad attività di manutenzione e cura utili alla vita della comunità, maturate nel rapporto diretto con il territorio e con la quotidianità dei suoi abitanti. Un lavoro costante, fatto di prevenzione, attenzione e interventi pratici.
Per questo non mi riconosco in una lettura che contrapponga chi segnala problemi pubblici a chi si impegna concretamente per il territorio. La cura dei luoghi non si predica soltanto: si pratica. Proprio per questo, però, ritengo che oggi la Scalinata di Casella e il Fosso Fontaro siano arrivati a un punto in cui i semplici cittadini, pur animati dalla migliore volontà, non possano fare molto più che sfalciare l’erba o tenere pulite le cunette. Oltre quel limite servono atti amministrativi, ricerca di soluzioni, programmazione e fondi.
Era questo il senso del mio articolo, e continua a esserlo: tra i grandi discorsi sul rilancio delle aree interne e la realtà quotidiana delle frazioni esiste ancora una distanza concreta. Il resto rischia di spostare l’attenzione dal punto essenziale, che resta molto semplice: quando si parla di sicurezza, manutenzione e fruibilità di parti importanti del territorio, la buona volontà dei cittadini è preziosa, ma da sola non basta.
Rosolino Tobia
Cittadino del borgo di Casella







