Sulla riforma dei porti il centrodestra sceglie di non affrontare le criticità e i problemi economici, di competenze e finanziari che possono derivare dal progetto di controriforma presentato dal governo.
A livello ligure, non riuscendo a confutare le questioni sollevate dal Partito Democratico, si ricorre ad attacchi personali, peraltro infondati, su presunte e inesistenti incompatibilità. Uno dei modi peggiori con cui la politica può manifestarsi e qualificarsi.
Il P.D. ha chiesto che venissero auditi in Parlamento il sindaco Peracchini e il presidente Pisano: la destra si è opposta all'ascolto dei territori, scegliendo una linea di centralismo che il Partito Democratico definisce antistorica e dannosa. Secondo la maggioranza di centrodestra, invece, sarebbe inutile ascoltare i territori che rischiano di vedersi sottrarre 5 milioni di euro, risorse indispensabili per lo sviluppo del porto, per una maggiore sostenibilità ambientale nel rapporto con la città e per mantenere capacità decisionali.
Un pasticcio tutto ligure: genovese il padre della riforma, Rixi, e spezzina l'onorevole Frija, relatrice di maggioranza della legge di controriforma dei sistemi portuali. Cosa pensa la vicesindaca del taglio di risorse che si appresta ad avallare e della sottrazione di competenze, comprese quelle di pianificazione urbanistica?
Cosa ne pensa il centrodestra spezzino?
Andrea Montefiori
Segretario Comunale P.D.







