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La Spezia rafforza il piano anti‑zanzare: interventi larvali e monitoraggi fino all’autunno

L’assessore Giulio Guerri illustra in Consiglio Comunale il programma 2026: sei cicli su tombini e caditoie, otto su canali e fossi, controlli costanti e coinvolgimento dei cittadini per prevenire la proliferazione delle zanzare.

Fra i temi trattati lunedì sera in Consiglio Comunale l'assessore Giulio Guerri ha illustrato il piano che anche quest'anno l'amministrazione ha predisposto, a partire dagli inizi della primavera, per contrastare la proliferazione delle zanzare. "La Spezia - ha sottolineato l'assessore - è stata la prima città della Liguria a dotarsi di un programma specifico finalizzato a questo obiettivo, che ha una valenza in termini di prevenzione sanitaria e la nostra esperienza, partita nel 2023, è stata assunta come modello in seno al Tavolo regionale intersettoriale per la lotta all'arbovirosi, nel frattempo istituito".

Le attività comunali di controllo delle zanzare per la stagione 2026 sono iniziate nel mese di maggio e interessano l’intero territorio cittadino. La strategia adottata si basa principalmente sulla prevenzione e sul controllo degli stadi larvali. L’intervento sui focolai di sviluppo consente infatti di ridurre la formazione delle successive generazioni di zanzare adulte e rappresenta la modalità ordinaria di controllo maggiormente efficace e sostenibile.

Gli interventi sono organizzati secondo due principali linee operative:

• trattamento di tombini, caditoie, pozzetti e raccolte d’acqua nelle aree caratterizzate da maggiore presenza o persistenza di ristagni;
• trattamento di canali, fossi e corsi d’acqua mediante prodotti antilarvali microbiologici selettivi.

La programmazione stagionale prevista dal progetto tecnico comprende:

6 cicli di trattamento su tombini, caditoie, pozzetti e raccolte d’acqua, distribuiti indicativamente nella finestra temporale compresa tra aprile e ottobre;
8 cicli di trattamento su canali, fossi e corsi d’acqua, distribuiti indicativamente nella finestra temporale compresa tra maggio e ottobre.

Per la stagione 2026, l’avvio operativo delle attività sull’intero territorio comunale è avvenuto nel mese di maggio. Le finestre temporali indicate rappresentano una programmazione generale e non un calendario rigido. Le date effettive e la distanza tra i singoli cicli vengono definite e, ove necessario, rimodulate sulla base delle condizioni ambientali e degli esiti delle verifiche tecniche.

Tra i principali fattori considerati rientrano:

• temperatura;
• andamento e intensità delle precipitazioni;
• presenza e persistenza dei ristagni;
• portata e velocità di scorrimento dei canali e dei fossi;
• sviluppo della vegetazione;
• presenza di larve nei focolai controllati;
• segnalazioni provenienti dal territorio.

In presenza di condizioni particolarmente favorevoli allo sviluppo delle zanzare, oppure qualora i controlli evidenzino una ripresa dell’attività larvale, i trattamenti potranno essere ripetuti anche a breve distanza, previa valutazione tecnica. Considerato il progressivo prolungamento della stagione favorevole allo sviluppo delle zanzare, le attività potranno proseguire anche nei mesi di ottobre e novembre, qualora le condizioni climatiche e ambientali ne evidenzino la necessità.

Il programma prevede complessivamente 6 cicli stagionali di trattamento dei tombini, delle caditoie, dei pozzetti e delle altre raccolte d’acqua presenti sul suolo pubblico. Gli interventi vengono prioritariamente indirizzati verso le aree caratterizzate da una maggiore probabilità di ristagno. Tali manufatti possono infatti rappresentare importanti focolai larvali quando l’acqua permane per periodi sufficientemente lunghi e le temperature risultano favorevoli allo sviluppo delle larve.

La selezione delle aree tiene conto:

• delle caratteristiche del territorio;
• delle condizioni rilevate durante i sopralluoghi;
• dello storico delle criticità;
• delle segnalazioni ricevute;
• della presenza effettiva di acqua nei manufatti;
• dell’eventuale riscontro di larve.

La programmazione può essere modificata qualora lunghi periodi di siccità rendano i manufatti temporaneamente asciutti oppure, al contrario, piogge e temperature elevate favoriscano una rapida ricostituzione dei focolai.

Per i canali, i fossi e i corsi d’acqua il programma prevede complessivamente 8 cicli stagionali, distribuiti indicativamente tra maggio e ottobre. In questi ambienti vengono impiegati prodotti antilarvali microbiologici specifici e selettivi, maggiormente compatibili con gli ambienti acquatici e con gli organismi non bersaglio.

Tra i prodotti utilizzati rientra Aquabac XT, formulato microbiologico a base di Bacillus thuringiensis subsp. israelensis, impiegato per il trattamento di corsi d’acqua, fossi e aree caratterizzate da ristagni diffusi o argini ampi.

La frequenza degli interventi viene stabilita in funzione:

• della presenza di acqua;
• della portata e della velocità di scorrimento;
• delle precipitazioni intervenute dopo il trattamento;
• della temperatura;
• della presenza di vegetazione;
• dell’eventuale riscontro di larve.

Le piogge intense o le variazioni della portata possono ridurre la permanenza del prodotto e rendere necessaria una nuova valutazione del sito. Analogamente, temperature elevate e ristagni persistenti possono accelerare il ciclo biologico delle zanzare e richiedere una ripetizione più ravvicinata del trattamento. Qualora la stagione favorevole allo sviluppo larvale si protragga, gli interventi potranno continuare anche nel mese di novembre, sulla base delle condizioni ambientali effettivamente riscontrate.

Il monitoraggio dell'efficacia costituisce parte integrante del servizio e non si limita alla verifica dell’avvenuta esecuzione dei trattamenti. L’efficacia viene valutata attraverso diversi elementi:

• presenza o assenza di larve nei focolai controllati;
• condizioni dei tombini, dei fossi e dei canali;
• presenza e persistenza dei ristagni;
• andamento delle segnalazioni;
• copertura delle aree trattate;
• risultati delle attività di monitoraggio entomologico;
• andamento meteorologico e stagionale.

Il progetto prevede inoltre postazioni di monitoraggio stagionale e sistemi digitali per registrare le attività effettuate e ricalibrare la programmazione sulla base dei risultati raccolti. La percezione della presenza di zanzare adulte non può essere utilizzata come unico parametro di valutazione, poiché può essere influenzata anche da focolai collocati in proprietà private, cortili, giardini, terrazzi, orti o aree condominiali non accessibili agli operatori comunali.

Verranno prese in considerazione le segnalazioni dei cittadini per individuare situazioni critiche, verificare la presenza di ristagni e organizzare al meglio le attività di controllo. Tale impostazione rientra in una logica di coinvolgimento attivo della cittadinanza, attraverso la quale le informazioni provenienti dal territorio possono integrare:

• i sopralluoghi tecnici;
• lo storico degli interventi;
• i dati di monitoraggio;
• le condizioni ambientali rilevate dagli operatori.

Le segnalazioni consentono di indirizzare le verifiche e di valutare l’eventuale presenza di condizioni idonee allo sviluppo larvale. Risulta inoltre importante sensibilizzare la cittadinanza sulla gestione delle proprietà private, nelle quali possono svilupparsi numerosi focolai non raggiungibili dal servizio comunale.

Le principali misure preventive comprendono:

• svuotare regolarmente sottovasi, secchi e contenitori;
• evitare accumuli permanenti di acqua;
• coprire cisterne e bidoni;
• mantenere pulite grondaie, canalette e caditoie private;
• rimuovere teli o materiali nei quali possa raccogliersi acqua;
• trattare i pozzetti privati non eliminabili con prodotti autorizzati, seguendo le indicazioni riportate in etichetta.

Il controllo effettuato sul suolo pubblico deve infatti essere accompagnato dalla riduzione dei focolai presenti nelle proprietà private e condominiali.

Accanto agli interventi larvicidi vi è anche la possibilità di effettuare quelli adulticidi, che sono previsti esclusivamente in situazioni straordinarie, in presenza di una necessità comprovata oppure su indicazione degli enti sanitari competenti e dell’Amministrazione comunale, dato che gli interventi adulticidi generalizzati non rappresentano la modalità ordinaria di controllo.

Il progetto tecnico prevede attività di informazione nell’ambito del supporto operativo e del monitoraggio, nonché specifici obblighi di comunicazione preventiva qualora si rendessero necessari interventi adulticidi straordinari. In questi anni è stata organizzata un'attività di comunicazione sul territorio, attraverso materiale informativo e incontri con la cittadinanza, in collaborazione con l'azienda sociosanitaria e l'esperienza sarà ripetuta anche quest'anno.

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