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SUA, il centrosinistra: "Nessuna revisione per le scuole, che continuano a pagare" In evidenza

I Consiglieri provinciali di opposizione spiegano i motivi dell'astensione al voto sul provvedimento.

​La maggioranza di centrodestra in Provincia la butta in caciara nel disperato tentativo di nascondere i propri imbarazzi e le proprie scorrettezze istituzionali. Il Presidente Peracchini e i suoi consiglieri, evidentemente in grande difficoltà, stanno cercando di arrampicarsi sugli specchi, attaccando il gruppo di centrosinistra per un’astensione che non significa affatto contrarietà ad un provvedimento, ma rappresenta un preciso segnale politico.

​Per ristabilire la verità ed evitare che la macchina del fango della maggioranza continui a girare a vuoto, è necessario ricostruire la reale cronologia dei fatti. Già nel consiglio di fine dicembre 2025, il gruppo di opposizione di centrosinistra si era espresso positivamente allo schema di convenzione della Stazione Unica Appaltante per la riduzione dei costi dei Comuni, dimostrando un alto senso di responsabilità verso il territorio. Avevamo però chiesto l'impegno ad una revisione della convenzione per andare incontro anche alle scuole su un problema concreto formalmente penalizzante: ad oggi, infatti, gli istituti scolastici sono obbligati a utilizzare con costi importanti la stazione unica appaltante della Provincia per qualsiasi tipo di affidamento, persino per espletare le gare d'appalto delle gite scolastiche.

A distanza di ben sei mesi da quel voto, la maggioranza ha tradito la parola data: non è stata fornita alcuna soluzione a questa richiesta e non è stata convocata nessuna commissione per approfondire il tema. Di fronte a questo immobilismo e a promesse totalmente disattese, la nostra astensione è diventata un atto dovuto.

Non accettiamo lezioni da chi ha tenuto bloccato per 70 giorni un dibattito urgente per le nostre comunità: quello in merito alle interpellanze presentate a metà aprile sui trasporti, sulla sicurezza delle scuole, sulla mancanza di investimenti nella manutenzione delle tubazioni idriche dei territori spezzini.

​Di fronte a una richiesta formale di convocazione straordinaria del consiglio provinciale, il Presidente Peracchini aveva il dovere – in base all'articolo 13 del regolamento – di convocare il Consiglio al massimo entro 20 giorni. Ha fatto passare 70 giorni per sottrarsi al confronto in momenti di difficoltà come quelli che hanno visto il crollo del controsoffitto al Capellini-Sauro o gli allagamenti costanti al Parentucelli-Arzelà. Ricordiamo che l'edilizia scolastica è di piena competenza provinciale.
Un ritardo inaccettabile che dimostra il suo forte imbarazzo nel dare risposte adeguate.

​Peracchini la smetta di nascondersi dietro ad un dito per coprire le proprie mancanze istituzionali: ripristini la correttezza delle procedure consiliari e impari a rispettare i tempi che le norme gli impongono, specialmente quando si parla di temi importanti per i cittadini dei comuni della nostra provincia.

Gli scomposti interventi da parte dei consiglieri di destra si commentano da soli.
In particolare quelli del consigliere leghista Ruggia sempre più in imbarazzo per la totale incapacità di gestione della delega all'edilizia scolastica. Tutti interventi imbeccati da Peracchini, nervosamente in attesa del 'regalo' del terzo mandato dai salotti romani del parlamento.
​Dalle loro reazioni emerge ancora più evidente come il centrodestra veda fantasmi ovunque e abbia paura di perdere La Spezia.

I consiglieri provinciali di centrosinistra:
Gianluca Tinfena
Viviana Cattani
Sandro Pietrobono
Simone Regoli

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