Ancora sangue nelle carceri liguri. L'ennesima gravissima aggressione avvenuta nel carcere di Marassi, dove un agente di Polizia Penitenziaria è stato ferito al volto in modo così serio da richiedere un intervento chirurgico, rappresenta l'ennesima conferma del totale fallimento nella gestione del sistema penitenziario ligure. Ancora più sconcertante è il fatto che l'autore dell'aggressione fosse un detenuto che aveva già collezionato una ventina di aggressioni ai danni del personale di Polizia Penitenziaria tra gli istituti della Spezia e Genova. Una situazione inaccettabile, che dimostra come chi avrebbe dovuto intervenire abbia preferito non affrontare efficacemente il problema, mettendo quotidianamente a rischio la sicurezza degli agenti.
Il PLD della Spezia denuncia da anni questa emergenza e continua a chiedere con forza la nomina di un Provveditore regionale della Liguria stabile e pienamente operativo, capace di assumersi responsabilità e di coordinare efficacemente il sistema penitenziario della nostra regione. Allo stesso tempo ribadiamo che le carceri non possono continuare a trasformarsi in contenitori di persone affette da gravi dipendenze o da importanti patologie psichiatriche, che necessitano di cure, assistenza specialistica e percorsi di riabilitazione in strutture dedicate. Lasciarle negli istituti penitenziari senza un adeguato trattamento significa abbandonare loro e condannare il personale penitenziario a lavorare in condizioni sempre più pericolose.
Esprimiamo la nostra totale solidarietà all'agente ferito e a tutto il Corpo di Polizia Penitenziaria, che continua a pagare un prezzo altissimo nell'indifferenza delle istituzioni. Il tempo delle dichiarazioni di circostanza è finito. Chi ha responsabilità di governo e di amministrazione deve intervenire subito. Ogni giorno di ritardo può tradursi in un'altra aggressione, in un altro servitore dello Stato ferito. Il PLD della Spezia continuerà a denunciare questa situazione fino a quando non verranno adottati provvedimenti concreti per garantire sicurezza agli operatori penitenziari e dignità alle persone che necessitano di cure.







