La gestione scellerata della sanità trascina verso il disastro la Liguria. È di 130 milioni di euro il disavanzo risultato di esercizio delle diverse Asl e degli enti ospedalieri. Un'operazione che per ripianarli è stata divisa in due fasi: nella prima la Giunta ha utilizzato risorse destinate ad altre voci sempre della sanità (gestione delle attività delle REMS e per l'emersione dei lavoratori stranieri irregolari), riducendo il saldo a 119 milioni; nella seconda utilizzando risorse destinate allo sviluppo economico, all'agricoltura, alla transizione energetica ed al diritto allo studio.
Un disavanzo di bilancio aggravato dal fatto che sono sempre di più i cittadini che non riescono a curarsi e moltissimi che devono recarsi in strutture private. Dieci anni di governo della destra hanno acuito le carenze di personale, la nuova riforma ha di fatto ingessato le strutture, dilazionato i tempi delle decisioni e nel nuovo piano sociosanitario - già bocciato dalle organizzazioni sindacali e dai sindaci - non ci sono le necessarie misure per recuperare risorse e implementare i servizi. Un quadro drammatico che rischia di andare completamente fuori controllo.
A questo aggiungiamo la contrarietà della destra di sostenere l'incremento del fondo nazionale sanitario, come da noi proposto. Servono 4 miliardi di euro per mantenere in linea i servizi proprio come chiedono i presidenti di regione, tra questi non Bucci. Serve fissare il fondo sanità al 7,5% del Pil per avvicinare l'Italia agli standard europei. Non si può attendere oltre.
Davide Natale, segretario PD Liguria
Katia Piccardo, responsabile sanità della segreteria del PD Liguria







