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L'8 giugno Consiglio comunale straordinario sul TPL: l'opposizione chiede di re-internalizzare progressivamente il servizio In evidenza

Dai disservizi, ai lavoratori in fuga: sono molteplici le criticità segnalate dalla minoranza e che saranno al centro della discussione.

Il trasporto pubblico locale sarà al centro del Consiglio comunale straordinario convocato, su richiesta delle opposizioni, per l'8 giugno.
Dopo diverse interrogazioni, è questa la strada scelta dalla minoranza per un confronto ampio con l'amministrazione e la maggioranza. La richiesta, a differenza di quanto fatto in passato, non è quella di sanzioni nei confronti della Riccitelli - Trotta cui è affidato parte del servizio in subappalto e che viene ritenuta responsabile delle critichità segnalate dagli utenti, ma di una progressiva re-internalizzazione del servizio.
Questo sarebbe il punto di partenza di una successiva riorganizzazione complessiva della mobilità cittadina.

E' il Consigliere comunale PD Marco Raffaelli a spiegare l'origine ed i contenuti della mozione: "Abbiamo deciso di presentare questa mozione - spiega Marco Raffaelli - perché riteniamo che questa esperienza si sia rivelata un fallimento. Questo non significa essere contrari al subappalto in quanto tale o considerare sbagliata ogni esperienza di questo tipo. Stiamo giudicando una scelta precisa, assunta dall'amministrazione circa due anni e mezzo fa, sulla base dei risultati concreti che oggi sono sotto gli occhi di tutti".

Raffaelli ripercorre la vicenda: "Nel 2019 la Provincia giustificò l'affidamento del servizio in house ad ATC con la volontà di mantenere il servizio sotto il controllo di un soggetto pubblico, sostenendo che ciò avrebbe garantito una qualità superiore rispetto a quella che il mercato privato avrebbe potuto offrire. Tuttavia, pochi mesi dopo, la stessa Provincia autorizzò l'estensione del subappalto già esistente, portandolo dal 22% fino al 30% del servizio. Una scelta che evidenzia una contraddizione evidente tra i principi dichiarati e le decisioni adottate. Oggi, alla luce dei risultati ottenuti, riteniamo necessario aprire una riflessione seria su quella scelta e sulle sue conseguenze per il servizio e per gli utenti".

"Abbiamo assistito a una lunga serie di criticità: corse soppresse che hanno lasciato a piedi gli utenti, problemi organizzativi e disagi per i lavoratori coinvolti nell'appalto. A questo si sono aggiunte numerose vertenze sindacali e, più recentemente, l'avvio delle procedure di raffreddamento. Abbiamo visto situazioni preoccupanti, come il fermo di mezzi da parte delle forze dell'ordine per verificare il rispetto dei requisiti minimi di sicurezza per l'utenza. Inoltre, durante una recente commissione, è emerso che vengono comminate molte sanzioni con cadenza pressoché settimanaleai subappaltatori, segno evidente che le criticità persistono e non accennano a diminuire. All'inizio l'amministrazione aveva parlato di difficoltà temporanee legate alla fase di avvio del servizio. Oggi, però, a quasi due anni dall'affidamento, è legittimo chiedersi quanto possa durare questa fase transitoria. A nostro avviso non siamo più di fronte a un'emergenza o a un problema di rodaggio, ma a un modello gestionale che non ha prodotto i risultati attesi".

Il Consigliere PD porta un esempio concreto: "Il servizio affidato in subappalto continua a mostrare gravi carenze. Ne è un esempio la linea 12, che storicamente non aveva particolari problemi e che, da quando è stata affidata in subappalto, registra corse soppresse, ritardi e utenti lasciati ad attendere autobus che non arrivano. A ciò si aggiungono mezzi spesso inadeguati alla stagione estiva".

Alla luce di tutto questo, l'opposizione ha presentato una mozione che chiede la progressiva re-internalizzazione del servizio ora in subappalto
"Il trasporto pubblico non può essere considerato soltanto una voce economica o un'attività da gestire secondo logiche di convenienza finanziaria. È un servizio essenziale che deve funzionare. Quando non funziona, non genera soltanto disservizi: diventa un problema sociale, politico e di qualità della vita, incidendo direttamente sul diritto alla mobilità dei cittadini", conclude Raffaelli.

La capogruppo del PD in Consiglio comunale Martina Giannetti sottolinea anche un altro aspetto: "I dati sulla bigliettazione e sull'utilizzo del servizio, emersi anche nelle recenti commissioni, mostrano una situazione di difficoltà. Non si è pertanto riusciti né a migliorare l'efficienza e la sostenibilità della società, né a mantenere gli standard di servizio che la città era stata in grado di garantire in passato. Allo stesso tempo, non si è realizzato quel processo di riorganizzazione del trasporto pubblico che avrebbe dovuto accompagnare lo sviluppo della città, dal turismo alla cantieristica. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: frequenze insufficienti, collegamenti limitati nelle ore serali e un servizio che spesso non riesce a rispondere alle esigenze di mobilità dei cittadini. Questo finisce per favorire l'utilizzo del mezzo privato, alimentando un circolo vizioso che rende il trasporto pubblico sempre meno attrattivo. Per questo sosteniamo questa mozione e riteniamo che una progressiva riduzione della quota di servizio affidata in subappalto rappresenti un primo passo necessario".

Un punto di partenza, quindi, secondo i promotori della mozione, verso una successiva complessiva riorganizzazione: "Naturalmente non è una soluzione sufficiente da sola, ma può essere l'inizio di un percorso più ampio di ripensamento del trasporto pubblico locale. Negli ultimi anni sono stati realizzati alcuni interventi importanti, ma questi, da soli, non hanno risolto le criticità strutturali del sistema. Serve una visione complessiva della mobilità cittadina, capace di integrare infrastrutture, collegamenti e servizi in funzione delle trasformazioni che la città sta vivendo. L'obiettivo deve essere quello di costruire un trasporto pubblico moderno, efficiente e realmente all'altezza delle esigenze della Spezia di oggi e di domani".

L'esponente di Italia Viva Gabriella Crovara, citando alcuni recenti episodi di disservizi, sottolinea: "L’amministrazione è a conoscenza di queste problematiche, che non sono isolate ma ricorrenti nel tempo: corse non completate, disservizi organizzativi e situazioni già emerse anche lo scorso anno. I disagi non sono solo in città, ma anche in provincia, con cittadini che arrivano in ritardo al lavoro a causa di corse anticipate, ritardi o modifiche non comunicate in modo adeguato. È evidente ormai che non si tratta di episodi sporadici, ma di criticità strutturali che incidono quotidianamente sulla qualità del servizio e sulla mobilità dei cittadini".

Il Consigliere di LeAli a Spezia / AVS Roberto Centi introduce anche un'altra questione, che riguarda il personale ATC: "Nella commissione svolta recentemente con ATC abbiamo preso atto della volontà dell'azienda di avviare un ripensamento complessivo del servizio, attraverso una revisione delle tratte, dei tempi di percorrenza e dell'organizzazione della rete. Si tratta di un percorso importante, ma nel frattempo riteniamo che sia necessario intervenire anche sul tema del subappalto, in modo graduale e ordinato, partendo dalle situazioni più critiche. Crediamo che una progressiva riduzione del servizio affidato all'esterno e un rafforzamento della gestione diretta possano produrre benefici concreti. Innanzitutto, un miglioramento della qualità del servizio, che deve rimanere l'obiettivo prioritario. Inoltre, l'esperienza dimostra che gli autisti ATC, grazie alla conoscenza del territorio e all'esperienza maturata sulla rete urbana, riescono spesso a garantire una maggiore continuità e affidabilità del servizio. Un incremento del personale direttamente impiegato da ATC consentirebbe anche una migliore organizzazione dei turni e condizioni di lavoro più sostenibili. Oggi, infatti, gli autisti dell'azienda si trovano spesso a operare sulle linee più impegnative, caratterizzate da maggiore frequenza, maggior carico di utenza e tempi di percorrenza sempre più complessi. Naturalmente questo percorso richiede investimenti e nuove assunzioni. Tuttavia, riteniamo che finché le condizioni di lavoro non miglioreranno sarà difficile attrarre nuovo personale. È una dinamica che vediamo anche in altri settori pubblici, dalla sanità alla scuola: le persone scelgono di lavorare dove trovano condizioni professionali adeguate e sostenibili".

Sulla questione lavoratori si sofferma anche il Consigliere PD Dino Falugiani: "Alcuni autisti scelgono di trasferirsi presso aziende di trasporto di altre regioni, come la Toscana, dove trovano condizioni economiche e lavorative più favorevoli. Non solo fatichiamo a reperire nuovo personale, ma continuiamo anche a perdere lavoratori già formati, aggravando una carenza di organico che è ormai strutturale. Un tempo il trasporto pubblico locale rappresentava un'opportunità professionale attrattiva, con condizioni economiche e contrattuali competitive. Negli anni, però, questa situazione si è progressivamente deteriorata e oggi la mancanza di autisti è diventata una delle principali criticità del settore".

L'esponente PD Andrea Massalongo conclude: "La pianificazione del trasporto pubblico deve necessariamente tenere conto dei cambiamenti che la città sta vivendo, a partire dall'aumento dei flussi turistici. Nei mesi estivi La Spezia accoglie migliaia di persone in più e questo richiede un'organizzazione del servizio diversa rispetto al passato, soprattutto per quanto riguarda i collegamenti con le località limitrofe. Troppo spesso si interviene con soluzioni parziali e senza una pianificazione complessiva. Quello che serve è una visione a 360 gradi della mobilità cittadina, capace di adattare il trasporto pubblico alle nuove esigenze della città e di chi la vive ogni giorno, sia residente sia visitatore".

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