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Casella (AVS): «Il taglio dei distretti sociosanitari colpisce le categorie più fragili»

Il consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra critica il Piano Sociosanitario Integrato Regionale 2026-2030 e chiede alla Regione di fermarne l’approvazione: «Si rischia un impoverimento dei servizi e un aggravio di costi per i Comuni».

«Il nuovo piano di accentramento portato avanti dalla Regione rischia di tradursi in tagli dei servizi per le fasce di popolazione più fragili». È quanto sostiene Jan Casella, consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, che invita la giunta regionale a fermare l’approvazione del Piano Sociosanitario Integrato Regionale 2026-2030.
Secondo Casella, il dimezzamento dei distretti sociosanitari in provincia di Savona e il conseguente aumento dei costi a carico dei Comuni potrebbero avere effetti negativi su un settore già alle prese con carenze di personale, spazi e investimenti.

«Chiediamo all’assessore regionale Massimo Nicolò di bloccare l’attuazione del nuovo Piano Socio Integrato Regionale, per evitare di ripetere gli errori compiuti con la controriforma sanitaria che ha portato alla nascita dell’ASL unica», afferma il consigliere regionale.

Per Casella si tratta di «un provvedimento sbagliato», destinato a impoverire l’assistenza sui territori e a creare le condizioni per una riduzione dei servizi rivolti alle persone più fragili. «La proposta della Regione nasce con l’obiettivo di ridurre i costi, ma non è chiaro quale sarà il risparmio effettivo. In ogni caso riteniamo scorretto fare cassa sulle spalle dei cittadini. Invitiamo l’assessore ad ascoltare le sollecitazioni provenienti dagli amministratori locali e dai sindacati, che hanno espresso forti perplessità su questo Piano».

Il consigliere di AVS richiama inoltre il dibattito sulla riorganizzazione sanitaria regionale. «Pochi mesi fa ci siamo opposti con decisione alla creazione dell’ASL unica perché temevamo un depotenziamento dei servizi in cambio di un risparmio irrisorio. Le nostre preoccupazioni si stanno rivelando fondate».

Casella cita in particolare la chiusura della Centrale operativa del 118 in provincia di Imperia, che a suo giudizio starebbe provocando disagi a utenti, soccorritori e operatori sanitari. «Entro fine anno la stessa sorte dovrebbe toccare anche alla provincia di Savona», conclude, ribadendo la richiesta di fermare il processo di accentramento e aprire un confronto con i territori prima dell’approvazione definitiva del Piano.

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