Leggendo la replica dei consiglieri del PD si comprende bene come, ancora una volta, si preferisca la propaganda alla realtà dei fatti.
Nessuna mistificazione. Il confronto con la Marina Militare Italiana è continuo e costante, ma in questi anni questa Amministrazione ha dovuto concentrarsi soprattutto nel tentativo di risolvere le pesanti criticità ereditate proprio dagli accordi che oggi il centrosinistra definisce addirittura ‘inconfutabili risultati’.
Vediamoli allora questi risultati.
Il centro sportivo Montagna? Una concessione che la nostra Amministrazione ha dovuto immediatamente rinegoziare, altrimenti oggi il Comune avrebbe già perso oltre cinque anni di utilizzo rispetto alla durata originaria dell’accordo. E ricordiamo bene ai cittadini che quella concessione non era affatto gratuita: 100 mila euro di canone annuo più circa 500 mila euro all’anno di manutenzione del verde, tutto a carico del Comune della Spezia e quindi degli spezzini, inoltre in caso di concessione in gestione, superati i 200.000 euro di incasso, il 50% andava versato alla Marina Militare.
L’ex ospedale Falcomatà? Anche qui altro che operazione a costo zero. L’accordo prevedeva la realizzazione, da parte del Comune, di un nuovo ospedale per la Marina Militare con 96 ambulatori, che è stato quotato oltre 26 milioni di euro, oltre alla spesa di circa 10 milioni di euro che sono stati impiegati per la ristrutturazione interna del vecchio ospedale, ai quali si aggiunga l’attuale necessità di reperire altri 10/15 milioni circa necessari per la riqualificazione delle facciate e del tetto, oltre alle continue spese annuali di manutenzione, ovviamente sempre a carico del Comune della Spezia. Inoltre sempre lo stesso accordo prevedeva la concessione delle ex officine frigorifere dell’Arsenale, dove il Comune deve pagare alla Marina Militare un affitto di 15.000 euro annui, destinato al C.S.S.N. gratuitamente, con una spesa sostenuta dal Comune per la sua ristrutturazione di oltre 1,5 milioni di euro.
E vogliamo parlare della tanto celebrata area dell’ex lavanderia dell’Aerocentro di Cadimare? Questa Amministrazione ha poi scoperto che non si trattava nemmeno di una vera cessione, ma semplicemente di un passaggio demaniale tra Capitaneria di Porto e Autorità Portuale. In pratica, un protocollo d’intesa senza alcun concreto trasferimento di disponibilità al Comune o ai cittadini. Più che una cessione, una sorta di “vendita della Fontana di Trevi”.
Infine il famoso protocollo su Marola, sottoscritto a ridosso delle elezioni del 2016: un’area teoricamente concessa ma praticamente irraggiungibile, alla quale si sarebbe potuti accedere solo realizzando un ponte sopra le mura dell’Arsenale oppure un tunnel. Un accordo annunciato con grande enfasi ma privo di qualsiasi reale sostenibilità tecnica ed economica.
Questa è la realtà dei fatti. Altro che grandi risultati.
La verità è che da quasi nove anni l’Amministrazione guidata dal Sindaco Pierluigi Peracchini sta lavorando per rimettere ordine a situazioni lasciate irrisolte o costruite senza una reale prospettiva concreta.
Ed è singolare che proprio chi oggi accusa questa Giunta di non aver ottenuto nuovi spazi sia lo stesso che in passato ha sottoscritto accordi onerosi, incompleti o addirittura irrealizzabili, scaricandone poi i costi e le conseguenze sugli spezzini.
Questa è la realtà. Carte alla mano. Una realtà che il PD continua ostinatamente a non voler accettare.”
Pietro Antonio Cimino
Assessore ai Lavori Pubblici







