Il crollo del controsoffitto avvenuto oggi, 20 aprile 2026, all'interno dell'Istituto Capellini-Sauro alla Spezia è un fatto gravissimo che non può essere derubricato a semplice incidente. Ancora una volta siamo di fronte alle conseguenze dirette di anni di disinvestimento, incuria e scelte politiche che hanno relegato la scuola pubblica a un costo da contenere invece che a un pilastro su cui costruire il futuro.
Che non ci siano stati feriti è solo una casualità. E proprio questa casualità rende ancora più evidente l'inaccettabilità della situazione: non si può continuare a confidare nella fortuna quando si parla della sicurezza di studenti, studentesse e lavoratori della scuola. Ogni episodio come questo dimostra che il problema è strutturale e riguarda anche la nostra città.
Alla Spezia, come nel resto del Paese, l'edilizia scolastica sconta anni di tagli e mancati investimenti. Le responsabilità non sono astratte: sono il risultato di scelte politiche precise che hanno progressivamente ridotto le risorse per la manutenzione e la messa in sicurezza, mentre si continuava a parlare di eccellenza e innovazione senza garantire nemmeno le condizioni minime di sicurezza.
Noi Giovani Comunisti rifiutiamo questa normalità. Non è normale che una scuola possa diventare un luogo pericoloso. Non è normale che si intervenga solo dopo i crolli, dopo le emergenze, dopo che il rischio si è già manifestato. Non è normale che si continui a trattare la scuola come una voce di spesa e non come un investimento sociale fondamentale.
Serve un cambio di rotta netto, che parta anche dal nostro territorio: servono investimenti pubblici reali, controlli seri e trasparenti su tutti gli edifici scolastici spezzini e una programmazione che metta al centro la sicurezza e la dignità di chi la scuola la vive ogni giorno. Ma soprattutto serve una volontà politica che oggi evidentemente manca.
Per questo chiamiamo alla mobilitazione studentesse, studenti, lavoratori e tutta la cittadinanza spezzina: non possiamo accettare che la sicurezza venga subordinata ai bilanci e alle logiche del risparmio. Difendere la scuola pubblica significa difendere un diritto, e i diritti non si negoziano.
Non aspetteremo la tragedia per farci ascoltare.
Giovani Comunisti La Spezia







