Dopo la “palude amministrativa” di cavarriana memoria, mai ci saremmo aspettati, soprattutto per il rispetto che merita la città, di vivere nuovamente simili sensazioni negative a distanza di così pochi anni.
Sarzana si mostra attualmente agli occhi dei cittadini e turisti con una moltitudine di cantieri aperti, che probabilmente (aleggiano alcuni dubbi a riguardo) daranno i risultati attesi a fronte di una soglia di disagio oltre il limite della tolleranza; la percezione della sicurezza è sempre più in forte calo e si ha la sensazione che tale declino non abbia mai fine; l’organizzazione di eventi costituisce un fumoso palliativo che maschera momentaneamente la confusione che regna sotto certi aspetti amministrativi.
Ultimo esempio in ordine cronologico è l’ennesima giravolta sul piano della sosta nella zona sud della cittadina, elemento che contribuisce ad aumentare il senso di disorientamento tra i cittadini
Infine, non si può dimenticare la mancata comunicazione in tempi ragionevoli dello spostamento di determinati seggi nell’ultima consultazione referendaria del 22-23 marzo, con conseguente disagio per gli elettori interessati. Tali mancanze vengono ricondotte anche al ruolo di un dirigente che, impegnato nella campagna elettorale di Viareggio come sostenitore della candidata sindaco Marcucci e candidato consigliere comunale, dà l’impressione di anteporre la carriera politica alla gestione amministrativa.
Come evidenziato in occasione della candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028, Sarzana ha sempre avuto un ruolo di primo piano nel corso dei secoli: ciò rappresenta un onore ma anche un onere per chi la amministra, oltre a un monito per invertire la rotta e dirigersi verso nuovi lidi di prosperità.







