La proclamazione di Ancona come Capitale Italiana della Cultura 2028 segna una battuta d'arresto pesante per Sarzana e per tutto il territorio che aveva creduto con convinzione in questa candidatura. Una sconfitta che non può essere archiviata come un semplice "testa a testa", ma che impone una riflessione seria sulle responsabilità politiche e amministrative.
Le motivazioni espresse dalla commissione, lette dal ministro Alessandro Giuli, parlano chiaro: ha vinto un progetto "solido e coerente", capace di integrare identità territoriale, visione internazionale, rigenerazione urbana e inclusione sociale. Elementi che, purtroppo, sono risultati deboli o insufficienti nella proposta sarzanese.
Non si può ignorare che Sarzana si sia presentata a questo appuntamento con criticità evidenti: cantieri sospesi, opere non concluse o terminate con ritardi significativi, e una generale difficoltà nel tradurre le promesse in risultati concreti. Una città che ambisce a un riconoscimento nazionale di tale portata dovrebbe prima dimostrare di saper governare efficacemente il proprio territorio.
Ancora più grave è la mancanza di un vero progetto culturale strutturato. Al di là delle iniziative già esistenti – spesso nate e cresciute grazie all'impegno di associazioni, operatori culturali e cittadini – non si è vista una regia chiara, una visione strategica, né un investimento concreto dell'amministrazione. Le attività culturali presenti appaiono slegate, non coordinate e, soprattutto, non riconducibili a una politica culturale organica.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una candidatura priva della forza necessaria per competere fino in fondo. E questo nonostante il grande lavoro e l'entusiasmo del territorio, dalla Val di Magra alla Val di Vara fino al Golfo dei Poeti, che meritavano ben altra guida e rappresentanza.
La scelta di investire risorse in eventi simbolici, d'immagine senza affrontare le problematiche strutturali della città, come previsto, si è rivelata fallimentare.
Oggi non è il tempo delle giustificazioni. L'amministrazione guidata dal sindaco Cristina Ponzanelli si assuma la responsabilità di questo risultato.
Questa sconfitta è una sconfitta per tutti i sarzanesi e nasce da una totale mancanza di lungimiranza, dall'assenza di idee, di iniziative forti, serie e stabili, capaci di rivitalizzare l'offerta di cultura della città, dalle incapacità amministrative e di pianificazione di questa Giunta ampiamente dimostrate in 8 anni di governo della città.
Se davvero si vuole rilanciare la città, occorre cambiare passo; servono programmazione, competenza e una visione culturale che non sia fatta di annunci, ma di progetti concreti, condivisi e realizzabili.
Sarzana non può più permettersi occasioni mancate.







