Sostenere la demilitarizzazione della Spezia non è un reato. È quanto dichiarano in una nota Jacopo Ricciardi e Luca Marchi, rispettivamente segretario regionale ligure e segretario provinciale di Rifondazione Comunista La Spezia. Esprimere dissenso contro la guerra, il riarmo e la crescente militarizzazione dei territori – spiegano – rientra pienamente nei diritti garantiti dalla Costituzione.
«In questi anni – continuano gli esponenti di Rifondazione Comunista – si è tentato di colpire non solo una persona, ma un’idea: quella che ripudia la guerra e si oppone alla normalizzazione della propaganda bellica. La sentenza ristabilisce un principio fondamentale di libertà e rappresenta un segnale importante per tutte e tutti coloro che si battono per la pace».
Secondo Rifondazione, è grave che nel clima determinato dalle più recenti norme securitarie si rafforzi un modello autoritario che tende a criminalizzare il conflitto sociale e il dissenso politico. «La nostra città – aggiungono – storicamente legata alla presenza militare, può e deve aprire una riflessione pubblica sul proprio modello di sviluppo».
Per il partito, la smilitarizzazione del territorio, la riconversione civile e produttiva delle attività legate al comparto bellico e la promozione di un’economia fondata su innovazione sostenibile, cultura e diritti sociali rappresentano una prospettiva concreta e necessaria. «Demilitarizzare la Spezia e demilitarizzare il mondo – concludono Ricciardi e Marchi – deve diventare un messaggio universale».







