Venerdì 17 aprile 2026 le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e delle residenze per anziani incroceranno le braccia per l'intera giornata. Lo sciopero nazionale è stato proclamato dopo il fallimento del tentativo di conciliazione e riguarda tutte le strutture private che operano in ambito sanitario e socio-sanitario.
Alla Spezia il contratto si applica anche nelle strutture accreditate con Asl5, come la Fondazione Don Gnocchi e la struttura sanitaria Alma Mater, realtà che svolgono un servizio fondamentale per la cittadinanza.
"Parliamo di professioniste e professionisti che ogni giorno garantiscono assistenza e cura con competenza e dedizione – dichiarano Roberto Palomba, FP CGIL, e Carlo Pietrelli, CISL FP della Spezia – ma che attendono il rinnovo del contratto da troppi anni. In alcuni casi sono passati otto, in altri addirittura quattordici anni. È una situazione non più accettabile".
Al centro della protesta c'è la posizione delle associazioni datoriali, che stanno rinviando l'apertura delle trattative o rifiutando di chiuderle finché non sarà garantita la copertura totale dei costi da parte delle Regioni. "Non è giusto – proseguono Palomba e Pietrelli – scaricare sulle lavoratrici, sui lavoratori e sulla collettività il peso delle scelte imprenditoriali. Chi opera nel privato accreditato svolge lo stesso lavoro dei colleghi del pubblico, ma percepisce stipendi più bassi. Questa disparità deve finire".
I sindacati sottolineano che esiste già un sistema di finanziamento delle strutture accreditate e che non è più rinviabile un rinnovo contrattuale che garantisca aumenti salariali adeguati, diritti e tutele. "Per continuare a offrire un servizio sanitario di qualità alla cittadinanza – concludono – non si può prescindere dal riconoscimento economico e professionale di chi quel servizio lo rende possibile ogni giorno".
Durante la giornata di sciopero saranno comunque garantiti i servizi minimi essenziali, nel rispetto della normativa vigente.







