Il Partito Comunista Italiano (PCI) ha aderito con convinzione al presidio tenutosi ieri alla La Spezia contro la raccolta firme promossa dal cosiddetto “Comitato Remigrazione e Riconquista”, sostenuto da organizzazioni di estrema destra che tentano di riproporre parole d’ordine intrise di nazionalismo, xenofobia e autoritarismo.
La cosiddetta “remigrazione” non è uno slogan neutro: è un progetto politico che richiama espulsioni di massa e discriminazioni su base etnica e culturale. È l’idea di una società fondata sull’esclusione e sulla gerarchia tra esseri umani, il tentativo di rendere accettabile ciò che la storia ha già condannato.
Parlano di “riconquista”, “difesa della civiltà” e “sostituzione demografica”: è il lessico di chi vuole dividere lavoratori contro lavoratori e poveri contro poveri, per coprire le responsabilità di un sistema economico che produce sfruttamento, precarietà e disuguaglianze. Non sono i migranti a togliere diritti: sono le politiche liberiste, i tagli allo stato sociale, la compressione dei salari e la mancanza di investimenti pubblici.
Come PCI ribadiamo che la nostra Costituzione, nata dalla Resistenza e dalla sconfitta del fascismo, non è compatibile con progetti di espulsione collettiva e discriminazione. L’Italia non ha bisogno di muri, ronde ideologiche o fantasie identitarie, ma di lavoro stabile, case popolari, scuola e sanità pubblica, e diritti uguali per chi vive e lavora nel Paese.
Saremo presenti in ogni piazza, in ogni quartiere e in ogni luogo di lavoro dove si tenterà di diffondere odio e divisione. L’antifascismo non è memoria rituale: è pratica quotidiana di lotta politica e sociale.
Contro la remigrazione, contro il razzismo, contro il fascismo. Per l’uguaglianza, la solidarietà e la giustizia sociale.







