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Progetto Basi Blu, mozione unitaria delle opposizioni in vista del Consiglio Comunale straordinario In evidenza

Secondo i firmatari è un intervento che determinerà un impatto profondissimo e duraturo sull'assetto del Golfo e comprometterà ogni prospettiva di recupero urbano e costiero dei borghi del ponente.

In vista del prossimo Consiglio Comunale straordinario dedicato alla nuova formulazione del progetto "Basi Blu", è stata presentata una mozione unitaria delle forze di opposizione che chiede l'apertura di un confronto pubblico, trasparente e istituzionale sul futuro della Base Navale e sulle ricadute economiche, ambientali, sociali e urbanistiche per la città.

Nel documento si richiama il rapporto storico tra La Spezia e la Marina Militare, un legame che ha segnato identità, sviluppo produttivo e occupazione del territorio ma che, negli ultimi decenni, si è progressivamente indebolito a causa del ridimensionamento delle attività dell'Arsenale, della riduzione del personale civile e militare e del mancato rilancio industriale, a partire dal fallimento del Piano Brin. Contestualmente, ampie porzioni di aree militari risultano oggi sottoutilizzate o dismesse, senza che sia mai stato avviato un percorso strutturato di riconversione o restituzione alla città.

La mozione entra quindi nel merito della nuova configurazione del programma Basi Blu, così come ridefinita nella gara telematica europea del 2025 del Ministero della Difesa, che amplia in modo significativo portata e dimensione degli interventi, facendo lievitare il quadro economico complessivo da circa 350 milioni a oltre 805 milioni di euro.

Il progetto aggiornato prevede un sistema molto esteso di opere infrastrutturali e impiantistiche. Tra queste rientrano la manutenzione straordinaria del vecchio Molo Lagora e la realizzazione dei nuovi moli Lagora 1 e Lagora 2, insieme al dragaggio della Darsena Duca degli Abruzzi fino a 12 metri di profondità. Sono previste inoltre vasche di colmata per il conferimento dei sedimenti dragati — tra cui una da 160.000 metri cubi presso il Molo Lagora 1 e un'ulteriore vasca da 215.000 metri cubi nell'area ex Campo in Ferro — oltre alla costruzione dei nuovi pontili Scali 1 e 2 e alla ristrutturazione della relativa banchina.

Il piano comprende poi la manutenzione straordinaria del Molo Balilla, gli interventi sulle bocche di porto napoleoniche, la realizzazione di una nuova Torre di controllo e la costruzione del pontile Varicella 3, insieme all'adeguamento del Molo Varicella 1 e alla ristrutturazione della banchina Carbone. È prevista anche la realizzazione di una nuova darsena in area Varicella, del pontile denominato Braccio Occidentale e la rifioritura della diga foranea esistente.

A completamento del programma figurano un parcheggio con copertura fotovoltaica, nuove aree verdi e l'intero sistema di impiantistica tecnologica a servizio delle infrastrutture — dagli impianti elettrici e meccanici alle reti idriche, fognarie e antincendio.

Un intervento di scala eccezionale che — secondo i firmatari — determinerà un impatto profondissimo e duraturo sull'assetto del Golfo e sull'equilibrio urbano della città, con una cantierizzazione prevista di lunghissimo periodo e ricadute logistiche e ambientali pesantissime, concentrate in particolare sul ponente cittadino.

La mozione evidenzia come i quartieri e i borghi di Marola e dell'area occidentale saranno i più esposti agli effetti dei cantieri, ai depositi dei fanghi di dragaggio e all'intensificazione delle attività militari, in un contesto ambientale già fragile e segnato dalla presenza del Sito di Interesse Regionale di Pitelli.

Un progetto impostato in questi termini — si legge — rischia di compromettere in modo irreversibile ogni prospettiva di recupero urbano e costiero dei borghi del ponente, chiudendo definitivamente alla possibilità di restituzione di spazi alla fruizione pubblica, incidendo sull'accesso al mare, sulla vita della borgata di Marola e sulle prospettive di sviluppo sociale, turistico e urbano di quell'area.

Sul piano economico, viene inoltre sottolineato come, a fronte di oltre 800 milioni di investimento pubblico, non sia previsto alcun piano industriale di rilancio produttivo dell'Arsenale né nuova occupazione qualificata, limitandosi il progetto al rafforzamento della funzione logistico-militare.

Per queste ragioni la mozione impegna Sindaco e Giunta, in primo luogo, ad assumere una posizione chiara, pubblica e netta su un progetto di portata strategica per il futuro della città, facendosi parte attiva nella difesa degli interessi del territorio rispetto a scelte calate dall'alto. Viene inoltre chiesta l'istituzione di una Commissione consiliare temporanea sul futuro della Base Navale e sul progetto Basi Blu, come sede stabile di confronto tra istituzioni, Marina Militare, parti sociali e comunità locali, e la promozione di un Contratto Istituzionale di Sviluppo, sul modello Taranto, finalizzato al rilancio industriale dell'Arsenale, alla definizione di un piano strategico nazionale degli arsenali e alla restituzione alla città di aree militari dismesse, accompagnata da programmi di bonifica ambientale.

La mozione è sottoscritta dai consiglieri comunali:

Roberto Centi, (LeAli a Spezia / AVS);
Martina Giannetti, (Partito Democratico);
Gabriella Crovara, (Gruppo misto di minoranza);
Massimo Lombardi, (Spezia Bene Comune/Rifondazione comunista);

Franco Vaira, (Avantinsieme/Piu' Europa);
Patrizia Flandoli, (LeAli a Spezia/AVS);
Giorgia Lombardi, (LeAli a Spezia / AVS);
Viviana Cattani, (Partito Democratico);
Dino Falugiani, (Partito Democratico);
Andrea Frau, (Partito Democratico);
Andrea Montefiori, (Partito Democratico);
Marco Raffaelli, (Partito Democratico);
Piera Sommovigo, (Partito Democratico).

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