E’ l’azienda che parla di lei. Solida, tenace, open minded. In movimento.
Daisy Bizzi è imprenditrice. E anche assessore al Comune di Noceto, già vice-sindaco, figura di spicco nelle file di Fratelli d’Italia.
Alla propria storia di imprenditrice e di cittadina impegnata nella pubblica amministrazione mette davanti la storia di fabbrica e gli effetti virtuosi dell’impresa sul benessere sociale.
La creazione rappresenta il demiurgo.
Il profitto è un obiettivo funzionale allo sviluppo dell’organizzazione aziendale ed è un energico quid che prelude alla sensibilizzazione dedicata alla cura di sé.
E’ il messaggio sinteticamente efficace del dialogo-intervista con Daisy Bizzi, titolare di For.me.sa azienda leader nella distribuzione di presidi medici, con sede a Noceto, Parma.
For.me.sa. sta per: forniture medico-sanitarie. Si trova nella zona industriale di Noceto di via Fratelli Canvelli e si presenta da fuori in versione parallelepipedo di ispirazione nord europea, di colore grigio profilato da un freddo e intenso blu.
Essenziale, l’esterno. Tepore rispettoso, spazi ampi e pensati, vetrine di esposizione con in evidenza alcuni dei presidi medici distribuiti e a fianco ricordi di viaggi in Paesi lontani, protetti ma presenti nella memoria attiva.
L’azienda guarda fuori dai confini del Paese. Da tempo cammina a grandi passi verso l’internazionalizzazione.
Il silenzio si alterna ai toni bassi delle voci palleggiate fra colleghi sotto rete quasi fossero volée su un campo da tennis. E per le volée fondamentali sono: competenza, tecnica, precisione e velocità.
Tra razionalità e visione.
“Mi piace lavorare”: quasi le sfugge e non si corregge. E’ il leitmotiv dell’azienda. Uno stile al quale corrisponde un metodo. Che le somiglia. Non invasiva, la sua narrazione. Ma diretta e senza sconti di parole. Passata prima al setaccio attento della consapevolezza, poi trasmessa.
La sfida della visione di un futuro organizzativo possibile è rallentata dalla ragionevolezza della fattibilità.
Lavoratrice, prima di essere imprenditrice. Per l’azienda, fondata dalla famiglia d’origine, l’intervistata lavora dal giorno del diploma di maturità. E il lavoro, la responsabilità affidatale dal titolare, cioè dal padre, l’ha accompagnata durante gli studi universitari di giurisprudenza. Avrebbe voluto fare altro. Le lingue straniere, Urbino. Invece, rimane accanto alla famiglia e lavora da subito, appena possibile.
Conosce l’azienda perché l’ha costruita, l’ha vissuta durante le fasi della sua evoluzione. E l’ha condotta verso l’innovazione, in nome e per conto del successo imprenditoriale. Ed della diffusione commerciale di dispositivi medici che permettano una nuova relazione con il proprio corpo, con la salute fisica, che si traduce in benessere psico-fisico, in qualità della vita. Che cosa c’entra il corpo? C’entra sempre quando si parla di salute. E For.me.sa si propone come azienda al servizio del benessere psico-fisico, per la specificità delle sue caratteristiche aziendali. Non solo di tipo commerciale.
Il riverbero sociale è evidente.
Facciamo partire la pellicola della storia di fabbrica di For.me.sa dal 2017, cioè dal trasferimento dello stabilimento e degli uffici in via Fratelli Canvelli. Dopo l’avviamento dell’attività negli anni Settanta, e la sede storica di via don Minzoni.
Con il trasferimento del 2017 l’azienda dichiara formalmente un cambio di passo. Dagli anni Novanta del Novecento ha introdotto nel ventaglio dei prodotti proposti l’anello, o pessario, per il contenimento del prolasso uterino, prodotto prima in gomma quindi in silicone. La sua diffusione ha aperto un capitolo di sviluppo e di espansione graduale ma tenace. L’organizzazione aziendale si è evoluta ed è stato necessario introdurre nuove figure professionali.
Daisy Bizzi va a ritroso: “Al momento dell’introduzione del nuovo articolo medico-sanitario, il confronto con il fondatore dell’azienda, cioè con mio padre, era stato significativo. Era una sfida commerciale. Per diversi motivi. Primo fra tutti: era necessaria una certificazione ed era impegnativa, anche sotto il profilo economico. Per la quale a fronte della portata innovativa del presidio proposto abbiamo ottenuto un supporto economico. Un altro motivo, che definisco centrale: il tema del prolasso uterino veniva affrontato in modo diverso, talvolta chirurgico. E all’epoca pochissime aziende lo producevano. Si aggiunga, poi, la difficoltà delle donne a parlare delle proprie esigenze in ambito ginecologico e ad ammettere, prima di tutto con se stesse, difficoltà e criticità. Il corpo come tabù. Per essere più precisi, il corpo che cambia e che richiede attenzione è vissuto come tabù. Una cosa che non si ammette e della quale si parla con fatica.
Il tema del prolasso uterino è complesso e riguarda donne di età diverse, giovani e meno giovani. Il dispositivo di contenimento consente un’alternativa non chirurgica a una criticità fisica diffusa.” Diverse, le cause. Non solo la menopausa “ma anche l’attività sportiva estrema ultimamente praticata sempre di più da donne di generazioni diverse”, fa notare l’intervistata. I presidi medici per la ginecologia rappresentano un importante fuoco di sviluppo aziendale. Insieme ai dispositivi dedicati all’ambito urologico. L’azienda rivolge attenzione anche agli uomini e propone anche a loro presidi per alleviare fastidi e criticità collegati all’incontinenza. Mentre prosegue nella diffusione di altri presidi in ambito medico-sanitario.
Investimento, visione di un futuro a maglie larghe commercialmente rivolto a nuovi mercati, professionalmente ispirato da nuove modalità di lavoro. Che prevedono un intreccio forte fra lavoro commerciale, ricerca e sviluppo e formazione rivolta ai distributori dei prodotti ma anche ai fruitori, cioè al cliente finale.
Open minded.
Il cambiamento degli stili di vita induce nuovi bisogni. E ha bisogno di un’organizzazione snella, coerente alla missione sociale e imprenditoriale alla quale si ispira.
Sono quattordici i lavoratori dipendenti, oggi. Quattro, i soci. Daisy Bizzi alla Presidenza, la sua famiglia al lavoro: le figlie Gioia e Ottavia con specifiche responsabilità e il marito Angelo Saccani al coordinamento del reparto dedicato alle case di riposo. Dieci dei quattordici dipendenti sono donne. Alle collaboratrici è riservata la possibilità di scegliere un adeguato orario di lavoro a fronte delle loro esigenze.
L’attenzione per il benessere sociale parte da qui. Da un’osservazione quotidiana tradotta in possibilità organizzativa. Il tempo delle donne è condizionato della loro fatica di tenere insieme gli impegni di cura e il lavoro. “Le collaboratrici scelgono il loro orario di lavoro. Tra direzione e collaboratori una comunicazione diretta consente di modellare gli orari sulla base delle reciproche necessità. Al momento dell’assunzione, dopo un confronto diretto con la collaboratrice, indichiamo sul contratto di lavoro gli orari di lavoro scelti, adeguati rispetto alle esigenze di vita personale e familiare. Nel corso della collaborazione, l’azienda è sempre stata disponibile all’ascolto delle esigenze e a modificare gli orari di lavoro. Una collaboratrice storica e molto importante per la nostra azienda ha lavorato per noi e con noi fino agli ultimi giorni della sua gravidanza. Le avevamo permesso di lavorare secondo le proprie possibilità: sceglieva lei il numero di ore da dedicare al lavoro e quando presentarsi al lavoro. Ha lavorato per quasi tutto il periodo della gravidanza”, fa notare Daisy Bizzi.
La sensibilità sociale richiede flessibilità organizzativa e soprattutto apertura mentale. Essere open minded significa affrontare il rischio di impresa.
Innovazione e rischio d’impresa.
“Mi piace il rischio”: non le sfugge. E’ una dichiarazione. Lo dice pensando alla decisione di procedere con la richiesta di certificazione dei presidi ginecologici. Aveva intuito la potenzialità commerciale. Aveva letto il bisogno.
Era un visione, una simulazione di futuro.
L’attitudine di Daisy Bizzi a tenere lo sguardo alto e rivolto al futuro suggerisce lo stile organizzativo e di selezione del personale, che ultimamente si è arricchito di professionalità manageriali, di specifiche competenze in digital marketing e comunicazione d’impresa che hanno permesso lo sviluppo dell’e-commerce “letteralmente esploso”, a detta dell’imprenditrice.
Sempre più funzionale e flessibile, l’organizzazione. “La filiera del lavoro è sempre più inter-connessa. Mi spiego. Ai fornitori chiediamo prodotti di alta qualità e noi li proponiamo in una versione attraente: il design è l’abito al servizio della comunicazione del prodotto. Tra il rapporto con il fornitore e quello con il cliente finale si pone l’importante tema della sensibilizzazione e della formazione relativa al corretto uso dei presidi. Per questo motivo siamo molto impegnati nella realizzazione di eventi di sensibilizzazione e di formazione, condotti in presenza oppure con webinar. La nostra non è una filiera tradizionale da produttore a consumatore. Il lavoro di For.me.sa prevede la costruzione di una cultura e di una consapevolezza culturale specifiche e di una osservazione costante rivolta ai bisogni in ambito-medico sanitario, soprattutto nei settori della ginecologia e della urologia. Per garantire un adeguato livello di conoscenza è fondamentale il dialogo con i professionisti della sanità. La formazione dedicata all’utilizzo e all’importanza dei presidi rappresenta sempre di più un tassello imprescindibile. Per questo motivo dal prossimo mese assumeremo un’ostetrica. La formazione deve essere condotta da una persona competente ed è sempre di più fortemente collegata alla funzione commerciale.”
Organizzazione flessibile, dalla forte interazione fra conoscenza, innovazione e ricerca di nuovi mercati.
Sociale: punti di vista.
Il negozio di articoli sanitari, a Noceto, è la vetrina quotidiana del reparto dedicato alle case protette per anziani e persone portatrici di fragilità. Angelo Saccani, direttore della divisione case di riposo ed Enti ospedalieri, è persona di grande capacità empatica. Lo descrive così Daisy Bizzi. E’ lui a condurre e a promuovere le relazioni sul territorio nazionale per la diffusione degli ausili e degli specifici articoli.
Un ventaglio di impegni radicati nel sociale. Ma “For.Me.Sa è un’azienda”, ricorda a più riprese l’intervistata. Perché il rischio di scambiarla per impresa sociale è molto alto, data l’attitudine alla relazione con il settore socio-sanitario.
For.me.sa è fortemente caratterizzata da spiccata responsabilità sociale d’impresa, l’impegno al quale sono chiamate le aziende dal codice civile.
L’esperienza come pubblico amministratore ha consentito una visione particolarmente dettagliata del territorio e delle esigenze dei cittadini a Daisy Bizzi. Anche da qui vengono gli spunti che l’hanno condotta ad organizzare in modo agile l’azienda, adeguando gli orari di lavoro alle personali disponibilità e possibilità delle collaboratrici. Torna spesso a parlare di servizi, quando pensa all’impresa. Soprattutto rivolti alle donne.
E pensa a quelle lavoratrici di For.me.sa che potrebbero avere necessità di asili nido nei prossimi anni. Servizi che potrebbero essere inter-aziendali, dato l’alto numero di imprese del distretto industriale di Noceto? “Ci ho pensato. Ma a Noceto le liste di attesa per i servizi per l’infanzia sono a zero. Riusciamo a rispondere alle richieste in modo efficiente”, risponde l’assessore Daisy Bizzi.
Futuro possibile e passato prossimo.
Il futuro dell’azienda guarda al di fuori dei confini nazionali. Con alcuni Paesi dell’America Latina il dialogo è cominciato. Lavori in corso anche verso l’est europeo e con quei Paesi della riva sud del Mediterraneo che esprimono vivacità e interesse al dialogo internazionale.
E’ datata 2025 la mail inviata all’ambasciatore italiano a Belgrado. “Alla ricerca di un dialogo, ho scritto. E lui, Luca Gori, mi ha risposto. Subito. Ci ha invitato a Belgrado. Siamo andati: una delegazione di For.me.sa in movimento verso la capitale serba. Ci siamo presentati e il 28 Ottobre del 2025 abbiamo organizzato a Belgrado una giornata di presentazione e di sensibilizzazione a carattere formativo. L’evento rappresenta un nuovo inizio commerciale, in nome della volontà di organizzare e di diffondere un percorso formativo specifico sulla salute della donna e sul tema collegato ai presidi proposti dalla nostra azienda. Non c’è successo commerciale senza una comunicazione adeguata. E la comunicazione, nel caso di For.me.sa dipende dalla formazione e della sensibilizzazione al tema.”
A est. Poi a sud del Mediterraneo.
“Arab Health (Arab Health è la più grande fiera internazionale per il settore medico e sanitario del Medio Oriente, Ndr) è il nostro prossimo impegno in agenda, nel mese di Febbraio a Dubai”, aggiunge Daisy Bizzi.
Il futuro possibile prende forma, nell’organizzazione e nella rete di relazioni internazionali. Il passato dell’impresa, fondata da Ernesto e Alberta Maria Bizzi, genitori dell’intervistata, rimane un passato prossimo. Molto presente nella quotidianità dell’imprenditrice e del suo gruppo di lavoro. Le idee di sviluppo arrivano dalle feritoie, da ciò che si intravede oltre il muro del presente.
For.me.sa è nata così. Dalla trasformazione di un core business totalmente diverso: negli anni Settanta Ernesto Bizzi era un imprenditore impegnato nel commercio alimentare. Da una flessione negativa è scaturita l’esigenza di spingere lo sguardo oltre la feritoia del presente. Ed è nata la prima società dedicata alla divulgazione commerciale dei presidi medico sanitari, trasformatasi nell’azienda odierna.
Le sfide affrontate nel passato rappresentano la memoria storica dell’azienda, dalle quali il gruppo di lavoro di Daisy Bizzi trae ispirazione ed energia intellettuale per andare oltre confine. Le andate e i ritorni delle migrazioni di relazione commerciale rappresentano un’altra fase per For.me.sa. Che rimane radicata e solida nel terreno della concretezza, grazie alla memoria attiva della sua storia.







