In questi giorni sono rimasta in silenzio, per rispetto. Rispetto verso un dramma umano, sociale e culturale che ha bisogno della concretezza di scelte radicali di pensiero e di azione. Sono volate tante parole. Troppe. E tanta propaganda. A me rimane tanta, tanta, tanta rabbia.
Rabbia che mi fa esprimere con ancor più emozione la vicinanza alla famiglia, agli amici, alla scuola di Abanoub. Per la giornata di oggi ho disposto il lutto cittadino anche per la nostra comunità arcolana.
Rabbia perché in tanti siamo coinvolti nel degrado delle relazioni di questo tempo.
Rabbia di fronte all'abisso che fa esplodere un ragazzo di 19 anni contro un coetaneo.
Rabbia perché come Sindaco e come Comune siamo sempre più soli, subendo tagli sempre più consistenti alle risorse per organizzare supporti sufficienti a dare risposte al disagio e al degrado sociale, culturale, affettivo, economico diffuso tra la popolazione. Le diseguaglianze certo fanno comodo a molti per rispondere con decreti facili da “sangue e arena” punitiva.
Nessun euro è previsto dall’ultimo decreto per potenziare i servizi alle persone.
Tutti abbiamo il dovere di provare a prevenire! Noi per primi. Con i mezzi che abbiamo e con le scarse risorse di bilancio ci proviamo, tutti i giorni. Ma i soldi sono pochi.
Il mio comune con oltre 10 mila abitanti su un territorio di 16 km quadrati, e un preoccupante grado di povertà statisticamente provata, ha bisogno di risorse aggiuntive per fare la sua parte.
E allora CHIEDO queste risorse al Governo e alla mia Regione:
- 450 mila euro all’anno per: 4 assistenti sociali in più, 2 psicologi, 6 vigili in più.
- 300 mila euro all’anno per il servizio di sostegno comunale alla genitorialità.
- Presidio territoriale della salute con 3 medici e 6 infermieri di prossimità per ogni 5.000 abitanti. Noi ci abbiamo messo gli ambulatori.
- 400 mila euro all’anno per il supporto agli affitti per i non abbienti.
- 1 milione di euro, una tantum, per far ristrutturare 10 appartamenti di social housing di ARTE per scorrere le graduatorie di assegnazione delle case popolari.
- 300 mila euro all’anno per aprire un centro di aggregazione adolescenti in collaborazione con la scuola media (non abbiamo superiori nel nostro comune).
- 300 mila euro all’anno per sostenere il potenziamento degli educatori a scuola per i minori.
- 200 mila euro in più all’anno per sostenere i minori in istituto affidati al Comune.
- 200 mila euro in più all’anno per sostenere gli anziani indigenti in RSA.
- 900 mila euro di contributo all’anno per far funzionare 3 asili nido che abbiamo appena realizzato.
- 300 mila euro all’anno per il trasporto pubblico verso scuola e servizi per studenti e anziani.
Questi sono numeri veri di contributi aggiuntivi e appena sufficienti, che servono a un comune come il nostro per affrontare prevenzione e supporto concreto verso i suoi cittadini.
Riarmiamoci sì, ma di servizi!
Noi facciamo la nostra parte, pronti ad assumerci responsabilità enormi tutti i giorni. Le idee le abbiamo, i soldi no.
…E infine: cosa stiamo concretamente facendo come persone, ancora prima che come cittadini schierati dall'una o dall'altra parte politicamente, per mettere al centro della nostra quotidianità le relazioni sociali, l’umanità come valore, per abbandonare il clima di odio, per non fomentare la violenza neppure verbale, per superare disuguaglianze culturali, sociali ed economiche fonte di disagio che è precondizione del caos?
Resta per me la stupidità del metodo per creare solo caos.
La vera ricchezza si crea alzando il livello di benessere di tutti.
Monica Paganini
Sindaco di Arcola







