Quello che emerge dagli articoli pubblicati in questi giorni non è una fotografia isolata, ma un grido collettivo che arriva dalle nuove generazioni della nostra provincia. Giovani formati, competenti, pieni di energie, che non se ne vanno per capriccio, ma perché qui non trovano opportunità, salari dignitosi, percorsi di crescita.
La Spezia, la sua provincia, la Liguria stanno perdendo una parte fondamentale del proprio futuro. I numeri sull'emigrazione giovanile parlano chiaro e non possono più essere ignorati: quando una regione si svuota dei suoi giovani, è una regione che rischia di spegnersi lentamente.
Le testimonianze raccolte raccontano di stage sottopagati, contratti precari, porte chiuse a chi chiede solo di poter dimostrare il proprio valore. All'estero, invece, gli stessi giovani trovano fiducia, stabilità, riconoscimento delle competenze. Questo dovrebbe interrogarci profondamente.
C'è ancora moltissimo da fare per valorizzare la presenza dei giovani nel nostro territorio: serve una politica del lavoro che punti sulla qualità, sull'innovazione, sulla dignità delle retribuzioni. Serve una visione che metta davvero al centro chi vuole restare e costruire qui il proprio futuro.
Rivolgiamo un appello alle istituzioni, al sindaco Peracchini, al presidente Bucci: ascoltate questo allarme che arriva dalle nuove generazioni. Senza un cambio di rotta deciso, perderemo non solo persone, ma possibilità di sviluppo, coesione e futuro per tutta la Liguria.







