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ZLS della Spezia, da Rifondazione Comunista non entusiasmo ma preoccupazione In evidenza

"Un processo calato dall'alto, che marginalizza le comunità locali e riduce gli spazi di democrazia in nome della semplificazione e degli interessi della grande logistica".

Non ci uniamo al coro di soddisfazione bipartisan che ha accompagnato la notizia della conclusione dell'iter per l'istituzione della Zona Logistica Semplificata per il porto e il retroporto della Spezia. Al contrario, riteniamo doveroso esprimere forti perplessità e preoccupazioni su un'operazione che, dietro la retorica dello "sviluppo" e della "competitività", rischia di produrre effetti pesantemente negativi per i territori coinvolti.

La ZLS si configura come uno strumento pensato principalmente per rendere più appetibili e rapidi gli investimenti legati alla grande imprenditoria portuale e logistica, potenzialmente aggirando norme e procedure di tutela ambientale, della qualità della vita delle comunità locali e limitando il ruolo delle istituzioni democraticamente elette. Le cosiddette "semplificazioni burocratiche" riguardano in modo particolare i procedimenti autorizzativi ambientali, aprendo la strada a possibili deroghe alle normative ambientali e a un indebolimento delle valutazioni di impatto.
La drastica riduzione dei tempi procedurali comporta inoltre una compressione sostanziale degli spazi di partecipazione democratica.

Particolarmente grave è l'esautorazione delle amministrazioni locali. I sindaci, privati del diritto di voto nel Comitato di indirizzo della ZLS, vengono relegati a un ruolo di mera rappresentanza, mentre le decisioni strategiche vengono accentrate. L'autorizzazione unica dei progetti del piano strategico, dotata di variante urbanistica automatica, scavalca la pianificazione territoriale vigente e svuota di significato il governo democratico del territorio.

In questo quadro, la tutela dell'ambiente, la vivibilità dei territori e la salute dei cittadini diventano elementi accessori rispetto agli interessi economici in gioco. Ancora più grave è che tutto questo sia avvenuto senza un reale e preventivo confronto pubblico, senza un dibattito trasparente e partecipato sul modello di sviluppo imposto al nostro territorio.

Per queste ragioni Rifondazione Comunista della Spezia non esprime alcun entusiasmo per l'istituzione della ZLS, ma denuncia con forza un processo calato dall'alto, che marginalizza le comunità locali e riduce gli spazi di democrazia in nome della semplificazione e degli interessi della grande logistica.
Per tutti questi motivi chiediamo che nella attuazione della ZLS, a cominciare dal piano di sviluppo strategico nonché dei progetti che potranno essere finanziati, le Autorità competenti sottoscrivano, insieme con le istituzioni comunali interessate, un protocollo che impegni a non applicare alcuna deroga alle norme ambientali coinvolgendo le comunità locali superando così i limiti del norme nazionali che attualmente disciplinano questo strumento di programmazione dello sviluppo della nostra portualità.

 

Rifondazione Comunista La Spezia

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