Contro una legge di bilancio ritenuta ingiusta, la Cgil ha proclamato lo sciopero generale per l’intera giornata. In Liguria lo sciopero assume un significato ulteriore: l’annunciata riforma sanitaria regionale, in vigore dal primo gennaio, che secondo la Cgil avrà pesanti conseguenze su operatori e utenti.
La riforma non risolverà il bisogno di salute dei liguri né le criticità del comparto: dalle liste d’attesa al caos dei pronto soccorso, fino alla cronica carenza di personale.
La manifestazione regionale ha visto confluire a Genova delegazioni da tutte le province liguri. Il corteo, partito dalla Stazione Marittima, è giunto in Prefettura dove il Segretario nazionale Cgil Pino Gesmundo ha tenuto il comizio conclusivo. Prima di lui sono intervenuti Marco Lignana (Repubblica Genova), Armando Palombo (Fiom ex Ilva) e Giorgia Carozzo (Fp Cgil La Spezia).
Le richieste della Cgil sono chiare: aumentare salari e pensioni, rinnovare i contratti scaduti, fermare l’innalzamento dell’età pensionabile, dire no al riarmo, investire su sanità e istruzione, contrastare la precarietà, promuovere vere politiche industriali e del terziario, e avviare una riforma fiscale equa e progressiva.







