“L’ultimo giorno di consiglio sulla riforma della sanità – dichiara il consigliere regionale PD Andrea Orlando dopo essere uscito dall’aula insieme a tutta l’opposizione – è esattamente la spia dello spirito di questa riforma, fatta esclusivamente per le burocrazie, per il Ministero dell’Economia e delle Finanze e per la sanità privata, senza ascoltare i lavoratori che chiedevano un ulteriore confronto. Questa riforma non darà benefici ai cittadini, sacrificherà i territori marginali, umilierà i sindaci e non costruirà una sanità territoriale. È destinata al fallimento e provocherà disordine e caos”.
“Oggi abbiamo assistito a una delle pagine più brutte del consiglio regionale – sottolinea il capogruppo PD Armando Sanna –. Bastava sospendere il consiglio per un quarto d’ora e audire i sindacati per dare un segno di apertura. Invece la destra ha deciso di approvare la riforma senza contraddittorio e senza alcuna modifica, bocciando gli emendamenti delle opposizioni. Noi siamo con i lavoratori e i cittadini liguri per una sanità pubblica accessibile a tutti”.
“Il percorso dello sfascia-sanità è iniziato male ed è finito peggio – dichiarano Selena Candia e Jan Casella (AVS) –. Bucci è andato avanti come uno schiacciasassi ignorando le preoccupazioni dei sindacati. Questa legge avrà una portata enorme su pazienti e lavoratori, ma non tiene conto delle esigenze dei cittadini e delle loro necessità di cura”.
“La situazione era diventata insostenibile – aggiunge Gianni Pastorino (Lista Orlando Presidente) –. Abbiamo provato a portare contributi seri, ma la maggioranza ha scelto di non ascoltare nemmeno la presenza dei lavoratori. Per questo abbiamo abbandonato l’aula. Ora torneremo nei territori e nei posti di lavoro per spiegare cosa c’è davvero dentro questa legge, che rappresenta un regalo alla sanità privata e una penalizzazione pesante per la sanità pubblica”.
“Denunciamo la miopia del centrodestra e del presidente del Consiglio regionale – dichiara il capogruppo M5S Stefano Giordano – che ha rifiutato di ascoltare i lavoratori della sanità, i primi a essere colpiti dalla riforma Bucci. È inaccettabile bollare come ‘fascista’ chi ha cercato di dare voce a chi ogni giorno manda avanti la sanità pubblica. Oggi abbiamo visto una brutta pagina politica, sostituendo il dialogo con l’arroganza, mentre fuori dall’aula i cittadini e gli operatori sanitari chiedevano ascolto”.







