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Cacciavillani (FdI): "TARI 2025: ripartizione ingiusta, conflitti di interesse e attacchi personali a chi denuncia”

Le parole della rappresentante di Fratelli D'Italia sul tema in risposta alla sindaca Pecunia.

Le parole della rappresentante di Fratelli D'Italia Alessandra Cacciavillani sul tema TARI in risposta alla sindaca Pecunia.

"Dopo aver letto le dichiarazioni della sindaca Pecunia, è evidente che, invece di difendere nel merito una scelta politica gravissima, preferisce attaccare personalmente chi contesta la ripartizione della TARI 2025. Ma la politica non si fa con la polemica: si fa con gli atti. E gli atti, a differenza delle sue affermazioni, non mentono. La sindaca sostiene che avrei votato “per anni” le delibere TARI quando ero in opposizione. È falso, e i verbali lo dimostrano. Nel 2020 e nel 2021 ho votato a favore esclusivamente perché si trattava di atti tecnici che applicavano i ristori COVID stanziati dallo Stato per sostenere le attività chiuse per obbligo: non erano scelte politiche dell’amministrazione, ma meri recepimenti di fondi nazionali che qualunque opposizione responsabile avrebbe sostenuto. Nel 2022 mi sono astenuta e nel 2023 ho votato contro. Questa è la verità certificata dagli atti comunali.
Perché la sindaca la nega? Forse perché le è più comodo attaccare la mia persona che assumersi la responsabilità delle scelte fatte dalla sua amministrazione. Ancora più grave è che la sindaca mi accusi basandosi su atti che il suo Comune non rende nemmeno reperibili: sull’albo pretorio e sul sito istituzionale non esiste traccia delle delibere tariffarie precedenti al 2020. È quantomeno singolare che mi chieda conto di documenti che non pubblica, impedendo ai cittadini di verificarli. Io, a differenza di altri, non ho nulla da nascondere: chiedo che vengano rese disponibili sul sito tutte le delibere TARI dal 2009 al 2019.Se la sindaca vuole parlare di trasparenza, cominci da lì.

La sindaca evita poi accuratamente il nodo centrale: nella delibera TARI 2025 l’88,71% dei costi è stato scaricato sulle famiglie, mentre solo l’11,29% sulle attività commerciali.
Questo non è “equilibrio”: è una scelta politica che colpisce chi già sopporta rincari continui e un costo della vita insostenibile. La giustificazione della SP8 è un alibi debole: molte attività del territorio non hanno subìto alcun calo di introiti a causa della chiusura sp8, mentre moltissime famiglie hanno affrontato danni reali :carburante, gomme, sospensioni, mezzi danneggiati, tempi di percorrenza raddoppiati. Eppure, secondo la sindaca, proprio le famiglie devono coprire quasi il 90% del servizio. La sindaca non spiega il perché di questa ripartizione, né può farlo, perché esistevano alternative eque e pienamente nelle sue competenze. Poteva agevolare solo le attività realmente danneggiate dalla chiusura della SP8, ossia quelle del Calicese alto e delle frazioni più isolate, distribuendo l’onere sulle attività non penalizzate. Oppure poteva deliberare sospensioni, dilazioni straordinarie o rateizzazioni speciali, come hanno fatto altri Comuni in casi analoghi, senza scaricare tutto sulle famiglie. Invece l’Amministrazione ha scelto la via più comoda e più ingiusta: caricare tutto sulle famiglie, comprese quelle che hanno subìto gli stessi — e spesso maggiori — disagi delle attività commerciali che oggi vengono tutelate. Questa non è solidarietà: è un trasferimento di costi arbitrario e politicamente irresponsabile. Ed è proprio questo che la sindaca non riesce a giustificare — perché non esiste alcuna giustificazione accettabile.

C’è poi la questione che la sindaca tenta goffamente di liquidare: il possibile conflitto di interessi. Una consigliera di maggioranza che gestisce un’attività commerciale nel Comune ha votato una delibera che riduce proprio la TARI alle attività commerciali. Questo è un fatto. Che piaccia o no, l’art. 78 del TUEL e la giurisprudenza chiariscono che il conflitto può esistere anche negli atti generali quando il consigliere appartiene alla categoria che trae un vantaggio diretto dalla decisione. L’articolo 78, infatti, stabilisce che:
“gli amministratori devono astenersi dal prendere parte alla discussione e alla votazione di deliberazioni riguardanti interessi propri o di loro parenti e affini fino al quarto grado”, anche quando tali interessi sono indiretti o collegati alla loro attività. Io non ho mai votato una delibera che portasse un beneficio personale. Non tutti possono dire lo stesso. E già che si parla di coerenza, la sindaca dovrebbe ricordare che la sua attuale vicesindaca, quando sedeva in minoranza nel periodo 2019–2024, votava regolarmente le delibere TARI della maggioranza. È singolare che oggi si tenti di attribuire a me ciò che invece ha fatto una sua stretta collaboratrice. Ma è più facile attaccare chi denuncia gli errori, piuttosto che spiegare ai cittadini perché la propria squadra voti sempre tutto, qualunque sia la maggioranza. Trovo infine imbarazzante il tono paternalistico con cui la sindaca mi “invita” a partecipare a una riunione, come se avessi bisogno di farmi spiegare ciò che so leggere benissimo negli atti. Io i documenti li leggo, li studio e li capisco. Non ho bisogno di sentire delle storielle dette dalla sua amministrazione. E non ho bisogno di assistere a un’altra difesa imbarazzata di una scelta che rimane ingiustificabile.

Forse sarebbe più utile che la sindaca usasse quel tempo per rispondere a domande semplici: perché le famiglie devono farsi carico di quasi il 90% della TARI? Perché non è stata fatta alcuna distinzione tra attività colpite e non colpite dalla SP8? Perché una sua consigliera non si è astenuta dal voto? Perché le delibere più vecchie non sono disponibili? Perché la minoranza ha votato all’unanimità una delibera così dannosa per le famiglie che dovrebbe rappresentare?

La delibera TARI 2025 resta una decisione sbagliata, ingiusta, sproporzionata e politicamente irresponsabile. La sindaca continuerà a parlare di me. Io continuerò a parlare dei cittadini , di chi oggi paga sempre di più e riceve sempre di meno".

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Fratelli D'Italia

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