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Riforma Sanitaria, anche i Cinque Stelle prendono le distanze da Bucci

Sanità, Giordano (M5S): “La riforma Bucci è un salto nel buio. Cambia il vertice, non risolve i problemi dei cittadini”

Questa non è una riforma per i liguri: è una riscrittura della catena di comando ed è sorda alle emergenze. Problemi noti come liste d’attesa fuori controllo, Pronto Soccorso al collasso, fuga di pazienti, rinuncia alle cure e sanità territoriale incompiuta restano senza risposte. Il Ddl 85/2025 non affronta queste criticità in modo vincolante: si limita a ridisegnare gli organigrammi pretendendo di farlo a costo zero. Noi diciamo no”.

Lo dichiara, commentando il Ddl 85, il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano.

“Il cittadino – continua – soffre perché non riesce a prenotare una visita, perché resta giorni in barella, perché è costretto a pagare il privato o a curarsi altrove. A questi problemi il centrodestra non ha mai dato risposte e non le dà oggi: questa riforma è sbagliata alla radice. L’azienda sanitaria unica può cambiare il logo, ma senza più personale, posti letto, agende prenotabili e territorio operativo le attese restano identiche. Anzi, rischiano di aumentare”.

“Denunciamo l’assenza nel Ddl di un vero piano su organici e capacità del sistema. I PS vivono criticità strutturali certificate anche dagli organi di controllo: sovraffollamento e boarding non si risolvono con una soglia amministrativa ‘a otto ore’ senza assunzioni né letti aggiuntivi. È burocrazia scaricata su reparti già allo stremo. Lo vediamo quasi ogni giorno nei PS genovesi: centinaia di pazienti in attesa, alcuni lasciati in barella per giorni se non settimane. Il presidente e l’assessore sanno ad esempio che oggi al Galliera è stato finalmente ricoverato un cittadino portato al Pronto Soccorso lo scorso 28 novembre?”.

Su mobilità sanitaria e territorio, Giordano aggiunge: “Ogni anno la Liguria perde circa 80 milioni di euro perché i pazienti vanno fuori regione, soprattutto nelle specialità dove servono volumi, équipe stabili, letti dedicati, tempi rapidi. La riforma non prevede interventi per trattenere i liguri e riconquistare la loro fiducia. Fallimentari finora anche le scelte legate al PNRR: Case e Ospedali di Comunità dovevano alleggerire nosocomi e PS, ma molte strutture sono ancora solo sulla carta perché la Giunta centralizza la governance prima di rendere operativo il territorio. Così non si filtra la domanda, non si prendono in carico le cronicità e non si riducono le disuguaglianze”.

“Siamo pronti a discutere qualunque riforma che metta al centro la sostanza. Ma serve una riforma vera, nata dall’ascolto e non calata dall’alto. Non voteremo un accentramento che lascia i cittadini nelle stesse attese e i Pronto Soccorso nella stessa emergenza. La sanità è un bene comune, non un esperimento amministrativo”, conclude Giordano.

MoVimento 5 Stelle Liguria

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