La recente approvazione della Delibera TARI n. 7/2025, con cui il Consiglio comunale ha deciso di scaricare l’88,71% dei costi sulle famiglie e soltanto l’11,29% sulle attività non domestiche, ha segnato uno dei momenti politicamente più gravi per la nostra comunità. Questa scelta, già di per sé incomprensibile e dannosa, è stata resa ancor più inaccettabile dal fatto che sia stata approvata all’unanimità, senza che la minoranza, tutta, abbia svolto il ruolo che la legge e il mandato elettorale le impongono.
È necessario dirlo con chiarezza: la minoranza ha tradito la fiducia dei cittadini che l’hanno votata per difenderli, non per allinearsi automaticamente alle decisioni della maggioranza.
Tra questi consiglieri figura anche il consigliere Sensoni, candidato del centrodestra e persona che molti cittadini – me compresa – hanno sostenuto con convinzione, credendo in un impegno serio, presente, radicato sul territorio. Oggi dobbiamo prendere atto di una realtà che fa male dirlo, ma che è doveroso riconoscere: Sensoni non rappresenta più la nostra fiducia.
La sua totale assenza dal territorio, la mancata conoscenza delle reali difficoltà delle famiglie, il voto favorevole a una delibera che colpisce i cittadini più fragili e la sua adesione silenziosa e passiva a una scelta ingiusta rendono evidente che la sua presenza in Consiglio comunale ha assunto un carattere puramente partitico, non più legato alla comunità che dovrebbe difendere.
Chi occupa un ruolo istituzionale deve ricordare che la poltrona non è un privilegio, ma una responsabilità verso i cittadini. E quando questa responsabilità viene meno, quando la distanza tra eletto ed elettori diventa così grande, quando ciò che si vota danneggia chi ti ha mandato lì, allora è naturale e doveroso chiedere una riflessione seria. Oggi molti cittadini – compresi quelli che lo hanno votato – non si sentono più rappresentati da Sensoni: non vogliono un consigliere “di bandiera”, vogliono un consigliere che conosca i problemi del paese, li affronti e li difenda.
In aggiunta, non può essere ignorato un fatto politicamente rilevante: una consigliera di maggioranza gestisce un’attività commerciale nel Comune e ha votato una delibera che riduce in modo significativo il peso della TARI proprio sulle attività commerciali, di cui lei
Alessandra stessa fa parte.
In un sistema amministrativo corretto, trasparente e rispettoso dell’art. 78 del TUEL, in situazioni di potenziale interesse personale un consigliere ha l’obbligo dell’astensione dal voto. Ciò non è avvenuto. È stata una svista? O una scelta voluta?
Qualunque sia la risposta, il risultato è lo stesso: la delibera risulta profondamente compromessa sotto il profilo politico e di opportunità amministrativa, e questo elemento rafforza la richiesta della sua immediata annullabilità.
I cittadini di Calice al Cornoviglio meritano rappresentanti presenti, preparati e coraggiosi. La fiducia non è eterna: si merita, si mantiene oppure si perde. E una volta perduta, è difficile riconquistarla.
A questo si aggiunge un dato politico importante: nonostante il poco tempo a disposizione, una parte significativa della cittadinanza ha organizzato e sottoscritto una raccolta firme spontanea, realizzata in modo rapido unicamente per ragioni di urgenza. Il fatto che non sia stato possibile raggiungere tutte le frazioni e tutte le abitazioni dipende esclusivamente dal poco tempo disponibile, non dalla volontà di escludere qualcuno.
La comunità è una sola, e tutta merita rispetto, ascolto e rappresentanza. Proprio per questo senso di responsabilità collettiva, la cittadinanza ha scelto di rivolgersi alle istituzioni competenti: Prefetto, Corte dei Conti, ANAC e difensore civico regionale, ai quali sono stati trasmessi la delibera e l’intera raccolta firme, affinché siano valutate le irregolarità politiche, amministrative e di opportunità che hanno condotto a questa situazione.
La Delibera TARI n. 7/2025 va annullata.
E nella nuova votazione ci aspettiamo che la minoranza recuperi dignità politica, si assuma le proprie responsabilità e torni finalmente a essere ciò che dovrebbe essere: la voce dei cittadini, non l’estensione della maggioranza.
Alessandra Cacciavillani
FdI







