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Legge sul consenso sessuale, Pucciarelli: "Doverosa una maggiore rìflessione per evitare obbrobri giuridici" In evidenza

Prosegue il confronto a distanza tra la senatrice della Lega e la Consigliera PD Cattani.

Continua il dibattito sul consenso sessuale e prosegue il botta e risposta tra la senatrice della Lega Stefania Pucciarelli e la Consigliera provinciale del PD Viviana Cattani.

Replica Pucciarelli alle parole della Consigliera: "Occorre affrontare le questioni con un’analisi attenta di ciò che viene votato, e in modo particolare quando votiamo leggi la cui applicazione andrà ad avere ricadute sulla pelle dei cittadini. Decisioni frettolose possono avere ricadute devastanti. La funzione delle due Camere è proprio anche quella di apporre modifiche, il fatto che una atto arrivi votato all’unanimità, non lo rende comunque potenzialmente perfetto e al Senato abbiamo valutato che vi fossero alcune criticità di non poco conto nel testo".D

Specifica la senatrice: "Di norma un atto sessuale è tra due persone, senza la presenza di eventuali testimoni: come si può dimostrare che per tutta la durata del rapporto vi sia stato consenso? Prima del rapporto il Pd ha già stilato un modulo da far compilare? La Lega da sempre è per la lotta contro la violenza sulle donne, per alcuni casi chiediamo addirittura la castrazione chimica, mentre non vedo il Pd essere così attivo in tal senso. Abbiamo varato leggi a tutela della donna, dal codice rosso, al revenge porn, alla costrizione o induzione al matrimonio, al codice rosso rafforzato, in ultimo il reato di femminicidio nel quale è stato votato un emendamento per l’avvio di tavolo ministeriale che porti ad un protocollo nazionale per l’individuazione dell’uso di droga, in particolare quella dello stupro. Ecco, come Lega ci contraddistinguiamo nel fare, in modo particolare nella tutela delle donne. Dal Pd, il tema della violenza delle donne è solo una bandierina e il 25 novembre oramai è diventata una data da poter ricordare in modo esclusivo, alla stregua del 25 aprile".

"Credo che maggiore riflessione prima di votare un obbrobrio giuridico non sia una “mancata maturazione culturale” ma sia doveroso", ribadisce Stefania Pucciarelli.


Se il Pd avesse avuto così a cuore il tema della violenza contro le donne, avrebbe potuto mettere in atto azioni concrete negli anni in cui ha governato e non aver fretta oggi di portare a casa un feticcio attraverso questa legge. E se avesse avuto così fretta in questi anni, dal 2013 che l’Italia ha ratificato la Convenzione di Istanbul, avrebbe già introdotto il consenso con il Governo Renzi o con il Governo Conte 2. Il resto sono solo chiacchiere che, in questo concordo, sono a scapito della pelle delle donne. E questo sicuramente non a causa della Lega ma in modo particolare del Pd e forse prima di accusare questo governo, un minimo di analisi di coscienza sarebbe opportuno venisse fatta", conclude la Senatrice Pucciarelli.

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