Il Comune esprime forte preoccupazione per quanto pubblicato sul sito di Regione Liguria nei giorni scorsi, relativamente al terzo pacchetto di modifiche al biodigestore Recos, presentato agli inizi di ottobre 2025. Si tratta del terzo aggiornamento in meno di due anni.
Tra gli interventi previsti, particolarmente rilevante è la proposta di ridurre da 30 a 20 metri l'altezza dei camini dell'impianto, con inevitabili ricadute sull'impatto odorigeno percepito nelle aree circostanti. Una modifica che Recos aveva già tentato di far approvare nel pacchetto di gennaio 2024 e che allora fu respinta dalla Regione.
Nonostante il parere di Arpal, che ha rilevato la mancanza di elementi tecnici sufficienti per esprimere un assenso, la Regione non ha ancora disposto lo screening (la fase di assoggettabilità alla VIA), e ha invece atteso due integrazioni volontarie da parte di Recos, superando i 30 giorni previsti per la chiusura del procedimento. Una scelta che rischia di escludere la fase pubblica, impedendo così al Comune e ai cittadini di presentare osservazioni su una modifica che avrebbe impatti diretti sul territorio.
Preoccupa inoltre l'approccio frammentario con cui vengono presentate le modifiche al progetto. In questo terzo pacchetto compare infatti anche una variante sostanziale, relativa al nuovo collegamento con il fiume Magra, destinato a passare in una zona speciale di conservazione (ZSC). Un intervento che, per la sua natura, potrebbe richiedere una valutazione di incidenza dedicata. Sorge quindi il dubbio che, dopo tanti aggiornamenti proposti “a spizzichi e bocconi”, il progetto in esame possa ancora essere considerato lo stesso di quello originariamente autorizzato.
Il Comune continuerà ad approfondire ogni aspetto della procedura e, qualora la Regione decidesse di chiudere la valutazione senza avviare lo screening, si attiverà nelle sedi opportune per la tutela dei cittadini e del territorio.







