Il calendario scorre e le date si accumulano, ma il ponte di via Falcinello a Sarzana sembra restare sempre un passo indietro. Marzo 2023, poi settembre 2024, poi ancora giugno 2025, fino ad arrivare all'ultima promessa: 28 novembre 2025. Una successione di scadenze che, da sole, raccontano più di molti comunicati.
Nel frattempo, in città serpeggia l'ironia. C'è chi paragona questa vicenda ai tempi della scuola, quando si cercavano scuse sempre più improbabili per giustificare un ritardo. Prima la necessità di coordinarsi con gli enti competenti, poi la presenza d'acqua nel greto, evento insolito per un torrente, ma comunque possibile, fino ad arrivare alle voci secondo cui il costruttore sarebbe addirittura venuto a mancare. Una voce non confermata, che ha alimentato ulteriormente la percezione di una gestione rallentata, quasi artigianale, del cantiere.
Battute a parte, però, resta un punto politico che meriterebbe attenzione: che fine hanno fatto i finanziamenti?
Molti progetti cittadini, compresi quelli relativi alla riqualificazione infrastrutturale, sono stati candidati e in diversa misura finanziati attraverso fondi legati al PNRR che prevedono rigide tempistiche di realizzazione. È noto che il mancato rispetto delle scadenze europee possa comportare la perdita dei contributi come avvenuto in altri comuni italiani. Il riferimento al "caso Matazzoni" non è casuale, e porta a chiedersi se anche per il ponte di via Falcinello possa esserci un rischio simile.
Al momento, non ci sono comunicazioni ufficiali che confermino la perdita dei fondi. Ma il dubbio è legittimo, e soprattutto politico:
l'opposizione in consiglio comunale intende verificare la situazione e chiedere chiarezza alla giunta?
La cittadinanza ha diritto di sapere:
se i finanziamenti PNRR destinati all'opera siano ancora integralmente disponibili;
se i continui slittamenti abbiano determinato criticità nei rapporti con il Ministero o con gli altri enti coinvolti;
quali siano le reali tempistiche, questa volta certificate, per la conclusione dei lavori.
Per ora resta l'ennesima data promessa e un ponte ancora incompiuto che rischia di diventare, non solo un disagio viario, ma il simbolo più evidente di una gestione amministrativa che fatica a mantenere il passo, con o senza ironia.
Enrico Pieraccini
PARTITO COMUNISTA ITALIANO
Segretario provinciale della Spezia







