LeAli a Spezia / Alleanza Verdi e Sinistra esprime durissima contrarietà alla proposta di legge presentata dall'onorevole Paola Chiesa (Fratelli d'Italia), attualmente in discussione alla Commissione Difesa della Camera, che punta a sottrarre le aree militari alle norme ambientali e paesaggistiche delle Regioni, affidando ogni decisione alla totale discrezionalità dei vertici militari.
"Questa proposta di legge è un attacco frontale al principio stesso di tutela del territorio e della salute pubblica. Se passa, La Spezia diventerà un'enclave in cui lo Stato Maggiore potrà fare qualsiasi cosa senza dover rispettare alcun vincolo ambientale locale: è una deriva pericolosissima", dichiarano Roberto Centi, Giorgia Lombardi e Patrizia Flandoli.
La norma stabilisce infatti che i vincoli ambientali "si applicano" solo finché non intralciano priorità militari. In altre parole, quando l'autorità militare riterrà necessario procedere con interventi, scavi, demolizioni o bonifiche, nessun ente locale potrà più intervenire, prescrivere controlli o chiedere trasparenza.
I tre consiglieri comunali di LeAli a Spezia / AVS evidenziano come questo avrebbe effetti devastanti proprio in un territorio come il nostro, dove le servitù militari si intrecciano con aree naturalistiche riconosciute a livello internazionale: "Dalla buffer zone del sito UNESCO Porto Venere–Cinque Terre fino al Varignano, al Muzzerone, alla Castellana e alla Base Navale, siamo pieni di zone delicate e preziose. Con questa legge diventerebbero aree in cui la tutela ambientale non varrebbe più. È un paradosso inaccettabile".
E gli esempi concreti sono già molto chiari. I mega dragaggi della Darsena Duca degli Abruzzi per il progetto "Basi Blu", interventi pesantissimi su fondali fragili e potenzialmente contaminati, non sarebbero più soggetti ad alcun controllo da parte del Comune o dell'ARPAL. Lo stesso varrebbe per le bonifiche dei capannoni in eternit presenti in Arsenale, a Mariperman e in molte altre strutture militari: operazioni che oggi richiedono verifiche stringenti e monitoraggi continui, ma che domani potrebbero avvenire senza alcuna garanzia di trasparenza.
"Questa legge mette a rischio anche la salute di chi lavora ogni giorno dentro le basi, civili e militari. Fratelli d'Italia proclama di voler difendere i militari, ma poi propone norme che li esporrebbero a bonifiche inadeguate, dragaggi e interventi pericolosi senza controlli indipendenti. È una contraddizione enorme e inaccettabile", affermano ancora Centi, Lombardi e Flandoli.
Gli esponenti di LeAli a Spezia / AVS sfidano pubblicamente il Sindaco Pierluigi Peracchini e l'onorevole Maria Grazia Frijia (Fratelli d'Italia) a dire chiaramente ai cittadini cosa pensino del fatto che il Comune che amministrano e la stessa ARPAL non avranno più alcuna voce in capitolo su interventi pesantissimi nel cuore del territorio spezzino. "Devono dirci se sono davvero d'accordo nel consegnare totalmente le decisioni sulle aree militari nelle mani dello Stato Maggiore, togliendo ogni potere agli enti locali e ogni garanzia ai cittadini".
I tre consiglieri comunali di LeAli a Spezia / AVS ribadiscono che La Spezia vive già oggi un equilibrio fragile tra servitù militari e tutela del territorio. Questa norma lo spezzerebbe definitivamente, compromettendo ambiente, salute e democrazia locale. "Difendere La Spezia e il suo territorio significa pretendere regole, trasparenza, controlli. Non abolirli per legge", concludono Centi, Lombardi e Flandoli.







