Due anni e mezzo fa sono iniziati i lavori per costruire la bretella Ceparana – Santo Stefano Magra, ma da quel maggio 2023 la Provincia della Spezia e la Regione Liguria non hanno mai attivato concretamente un tavolo di concertazione per andare incontro alle esigenze dei Comuni di Bolano e Santo Stefano Magra. Il risultato è che i lavori sulla bretella sono quasi terminati, ma le strade di accesso alla stessa sono in condizioni critiche e soprattutto non in sicurezza. Via Giarizzo, sul versante di Ceparana, e Via Arenelle, su quello di Santo Stefano, necessitano di interventi profondi per adeguare la circolazione e gli spazi all’impatto viabilistico della nuova opera. Senza questi interventi non ci sono le condizioni per aprire in sicurezza la nuova strada e l’inerzia di Provincia e Regione costringe le Amministrazioni a difendere il proprio territorio con i pochi strumenti regolativi a disposizione. Ma non si può scaricare sui Comuni questa responsabilità, lasciandoli da soli, come nel caso di Santo Stefano Magra e di Bolano.
Gli enti sovraordinati devono rispettare gli impegni presi e non chiudere gli occhi davanti a disagi che sono evidenti. Se da un lato è positivo che il Comune di Bolano stia interloquendo con ANAS per realizzare in tempi brevi una nuova rotatoria all’arrivo della bretella nell’incrocio, molto pericoloso, fra Via Giarizzo e Via Cisa a Ceparana, dall’altro a Santo Stefano la Regione non mette le risorse necessarie per completare l’infrastruttura e soprattutto adeguare la viabilità.
Anche a Ceparana, Concessioni del Tirreno deve finire la progettazione e garantire il finanziamento del collegamento fra l’arrivo della bretella sulla sponda destra del fiume Magra e la rotonda sulla SS 330 del Buonviaggio – Via Italia: solo così si allontanerà il traffico dall’interno del centro abitato. A S. Stefano Magra, completata la progettazione del secondo lotto tra via Arenelle ed il raccordo autostradale, la Regione deve garantirne la realizzazione. Ma soprattutto occorre prendere impegni seri e stringenti per consentire la messa in sicurezza della circolazione in quella che al momento risulta essere ancora una viabilità di campagna, del tutto inadeguata al transito di mezzi pesanti e priva di banchine pedonali o ciclabili.
Giorgio Casabianca
Responsabile infrastruttire PD







