Il libro “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto” ha suscitato molto interesse anche a Ceparana, dove è stato presentato nella Biblioteca comunale di via Verdi per iniziativa dell’Amministrazione Comunale e dell’Università del Tempo Libero di Bolano.
Giorgio Pagano, curatore del libro, ha dialogato con Luca Basile, storico del pensiero politico e coautore del libro, e con molti dei presenti.
Si è discusso a tutto campo: delle radici del Sessantotto nella babele dei linguaggi e delle culture degli anni Sessanta – il Concilio Vaticano II, la Beat Generation, la “generazione del Vietnam” – all’esplosione nel biennio 1968-1969; dalle conquiste ottenute nei primi anni Settanta, come lo Statuto dei lavoratori e la legge sul divorzio, al riflusso della fine del decennio.
Molto resta di quegli anni, si è detto: la nuova centralità assunta dai temi del sapere e della cultura accanto a quelli del lavoro, la spinta alla liberazione insieme personale e collettiva, la partecipazione, il pacifismo.
“Oggi servirebbe un nuovo Sessantotto, ma non basterebbe – ha detto Pagano – per affrontare i drammi di un mondo sempre più disumanizzato. Bisognerebbe fare qualcosa di più e meglio di quanto si fece allora. Basti pensare al tema della distruzione della Natura, tema in quegli anni pressoché assente”.
Pagano e Basile, riferendosi all’attualità, hanno aggiunto che “è davvero sbagliato collegare l’omicidio di Kirk al Sessantotto, che fu un movimento nonviolento”. Poi ci furono anche “dottrinarismo e violenza in piccoli gruppi che tradirono lo spirito originario del Sessantotto e che avevano altre radici”, ma “chi oggi mette in guardia contro odio e violenza dovrebbe almeno ricordare le stragi neofasciste, da Piazza Fontana alla Stazione di Bologna”.
Infine, la discussione di tutti si è accentrata su quanto sta accadendo a Gaza. Pagano ha concluso:
“Su Gaza c’è una coscienza collettiva che vuole la pace contro il sopruso di un popolo contro un altro. E’ come per il Vietnam negli anni Sessanta. E’ presto per dire che ne nascerà un movimento più generale, ma c’è un sussulto nuovo tra i giovani, l’Italia si è risvegliata. Una ragazza ha detto: ‘Da due anni ci tenevamo dentro questo dolore, ognuno per conto proprio. Ora finalmente siamo insieme, possiamo condividerlo. E riscopriamo l’umanità’. Se questa condivisione crescerà allora sì, forse potrà nascere un nuovo Sessantotto, capace di superare i limiti di allora”.
La prossima presentazione di “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto”, prevista per venerdì 26 settembre a Levanto, è stata annullata per impegni dell’Amministrazione Comunale.
(Foto di repertorio)







