"I report mensili sullo stato del mercato del lavoro e sulle future previsioni occupazionali del nostro territorio, pubblicato dalla Camera di Commercio Riviere di Liguria, è una fonte utile per analisi e commenti sullo stato di salute dell'occupazione spezzina. Quando però si guardano i dati, credo sia necessario non fermarsi al livello macroscopico di quello che essi mostrano, ma andare più a fondo possibile, per apprendere non solo informazioni sulla quantità, ma anche informazioni sulla qualità. Così facendo si ha maggior possibilità di restituire a sé stessi un'analisi completa e non parziale. Ed è importante evidenziarlo, perché proprio la parzialità delle analisi spesso porta a maturare considerazioni errate rispetto alla realtà dei fatti.
Andando a leggere i numeri del report, la previsione a maggio 2025 su un importante aumento di contratti di lavoro, pari al +40% rispetto a maggio 2024, a prima vista potrebbe portare tutti a festeggiare, senza porsi alcun problema. Il dato è ovviamente positivo ma andando a fondo, per arrivare alla tipologia dei contratti che è previsto attivarsi, possiamo già osservare il dato di qualità: solo l'11% delle persone che troveranno lavoro otterranno un rapporto a tempo indeterminato. Ben l'82,2% incontrerà contratti a termine, co.co.co, di somministrazione ed altri simili.
Ecco quindi il primo problema, che ad una prima lettura non emergeva. Aumenta il lavoro, ma quello precario, che divora quasi tutta la nuova fetta di mercato, probabilmente complice il picco di domanda occupazione dei settori legati ai servizi di alloggio, ristorazione e, in generale, turistici.
Ed ecco allora la domanda: quando arriveremo a ottobre/novembre, la maggior parte di questi lavoratori, soprattutto giovani (il 37%), che fine faranno?
Tali numeri vanno a braccetto con quelli sulla tipologia di profili formativi che saranno richiesti dalle aziende: spicca tra questi solo il 6% di persone in possesso di Laurea.
Il risultato finale dell'analisi completa è pertanto che il lavoro cresce, ma avanza per la quasi totalità lavoro precario e poco retribuito.
Pochi minuti dopo aver appreso questi numeri ho letto dell'ennesimo successo raggiunto dall'azienda ASG Superconductor, per aver completato la costruzione di un nuovo magnete necessario a catturare l'energia prodotta da ricerche all'avanguardia nel settore. ASG è un'azienda fiore all'occhiello, modello nazionale dell'alta tecnologia, approdata alla Spezia nel 2011 grazie ad un'operazione politico/industriale, finalizzata a salvaguardare gli ex operai della fallita San Giorgio e, nel contempo, introdurre nel territorio un nuovo polo industriale. La realtà è poi cresciuta nel corso degli anni dando maggior occupazione con la richiesta di profili altamente specializzati e qualificati.
Passo ad altre notizie, e incappo nei progressi del progetto di Fondazione Carispezia per convertire il Palazzo del Ghiaccio in alloggi destinati agli studenti del Polo Universitario della nostra città. Torna così alla mente la geniale decisione, della classe dirigente politica dell'epoca, di istituire alla Spezia nel 2002 il Polo Marconi (oggi Campus della Spezia). Una sede distaccata dell'Università di Genova in cui insegnare materie altamente formative nel settore della nautica – segmento dell'economia spezzina già florido a quei tempi. Una decisione che, negli anni a venire, ha permesso a centinaia e migliaia giovani, spezzini e non, di affrontare percorsi di studio divenuti famosi in tutta Europa, e trovando un'occupazione di alta qualità.
Ecco, accostare gli odierni dati sul mercato del lavoro – che permettono di capire chiaramente la direzione che la classe dirigente politica attuale sta facendo prendere alla città – con i ricordi sulle decisioni della classe dirigente politica di alcuni anni fa (ne ho citate due, ma avrei potuto continuare), non possono che allarmare rispetto alla necessità di una forte ripresa di politiche di sviluppo di alta formazione e di politiche di reindustrializzazione del nostro territorio.
Sono terreni completamente abbandonati da chi governa oggi il Comune della Spezia.
Basti pensare alla vicenda delle aree Enel, in cui sarà quest'ultima a dettare, sulla base di quali criteri non è dato sapere, l'ultima parola e scegliere le aziende che potranno insediarsi sugli spazi della vecchia centrale. Una partita che l'amministrazione comunale ha scientemente deciso di non giocare, mancando così la grande opportunità di una riconversione industriale completa, che evitasse lo spezzatino al quale si sta andando incontro, e permettesse di ricercare sul mercato player importanti, appartenenti magari a settori che avrebbero potuto fare ancor più rete con le realtà industriali già presenti, e con Enel stessa.
O al disinteresse verso lo sviluppo di infrastrutture quali la Pontremolese e la ZLS nel retroporto.
Su maggior lavoro di qualità ed alta formazione, dal nostro umile ruolo di Consiglieri di Opposizione, abbiamo provato in questi anni a dare un contributo, fatto di proposte che ritenessimo utili per gli spezzini. La quasi totalità di queste non ha mai trovato condivisione nel centrodestra, chiuso spesso in un pregiudizio dannoso per il bene comune.
Marco Raffaelli
Consigliere del Partito Democratico del Comune della Spezia







