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TPL spezzino, le opposizioni presentano una mozione: “Serve piano industriale per salvare ATC” In evidenza

di Luca Vaccaro - Le forze di opposizione hanno presentato congiuntamente una mozione per chiedere un intervento deciso e strutturale sul trasporto pubblico locale spezzino

"Una crisi annunciata, ora sotto gli occhi di tutti". È questo il quadro emerso questa mattina nella sala delle minoranze di Palazzo Civico, dove le forze di opposizione hanno presentato congiuntamente una mozione per chiedere un intervento deciso e strutturale sul trasporto pubblico locale spezzino. L’iniziativa si inserisce nel percorso che porterà al consiglio comunale straordinario sul TPL, convocato per lunedì 3 giugno, durante il quale si discuterà pubblicamente del futuro del servizio, delle condizioni dei lavoratori, dei tagli alle risorse e delle prospettive dell’azienda.

Al centro del documento, firmato da Marco Raffaelli, Martina Giannetti, Andrea Montefiori, Andrea Frau, Dino Falugiani, Piera Sommovigo, Roberto Centi, Patrizia Flandoli, Giorgia Lombardi, Massimo Lombardi, Franco Vaira e Gabriella Crovara, la richiesta di un piano industriale vero e proprio per ATC Esercizio, società che gestisce il servizio e che, secondo quanto denunciato, versa in una situazione finanziaria, organizzativa e gestionale sempre più grave. La mozione chiede, inoltre, un’azione politica decisa nei confronti di Regione Liguria per la revisione del taglio di 1,5 milioni di euro nelle risorse destinate al TPL locale.

«Da oltre un anno - ha spiegato il consigliere PD Marco Raffaelli - abbiamo aperto questa vertenza, lanciando l’allarme su un servizio pubblico che si stava deteriorando. Oggi siamo al punto di non ritorno: i cittadini vivono disagi quotidiani, i sindacati denunciano da mesi un silenzio assordante da parte dell’azienda. Serve un piano industriale serio che affronti i nodi della sostenibilità economica, del personale, della qualità del servizio e della capacità di attrarre utenza. Il Comune, la Provincia e Regione devono fare la loro parte».

La consigliera di AVS Giorgia Lombardi ha parlato di «tragedia annunciata»: «Otto anni di miopia amministrativa hanno trasformato ATC in un contenitore vuoto. Chi non ha l’auto è in difficoltà, chi arriva in città trova un servizio inefficiente, chi lavora lo fa in condizioni sempre più precarie. L’amministrazione blocca i veicoli Euro 4 senza offrire alternative. Il TPL è anche una questione sociale, culturale, ambientale. Vogliamo un trasporto pubblico che funzioni, che sia giusto e moderno, all’altezza di una città turistica e vivibile».

Martina Giannetti, capogruppo PD La Spezia, ha posto l’accento sulla gestione economico-finanziaria dell’azienda: «ATC era un’azienda sana. Oggi è in equilibrio solo grazie ai ristori Covid: senza quelli, avrebbe chiuso in rosso. L’azienda è stata abbandonata: la bigliettazione crolla, i disservizi aumentano, i bandi non vengono intercettati. Non possiamo continuare a perdere occasioni. Serve un progetto per rimettere in moto il TPL, con investimenti, visione e ascolto verso chi lavora ogni giorno».

Il consigliere PD Andrea Frau ha denunciato l’assenza di una politica del personale: «Abbiamo mezzi nuovi ma nessuna valorizzazione del lavoro e, soprattutto, dei lavoratori. Dopo il subappalto a Trotta, gli autisti ATC hanno tenuto in piedi il servizio coprendo turni massacranti. E oggi? Zero riconoscimenti, stipendi fermi e, addirittura, formazione a carico dei candidati. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: mancano autisti, il concorso è andato deserto, i turni sono al collasso».

L'esponente di Italia Viva Gabriella Crovara ha aggiunto: «L’azienda è allo stremo. Il personale è insufficiente, le condizioni di lavoro sono critiche, le risposte alle richieste sindacali non arrivano. La politica doveva e deve difendere questo patrimonio pubblico. Invece il taglio della Regione è passato nel silenzio».

Massimo Lombardi ha parlato di una mozione di peso, frutto di confronto tra tutte le opposizioni: «Abbiamo ascoltato i lavoratori, i cittadini, i sindacati. Ci siamo confrontati. Ora serve una scossa. Non è più il tempo degli slogan o delle vetrine politiche: è il momento di assumersi responsabilità e di rilanciare ATC prima che sia troppo tardi».

Andrea Montefiori ha definito il 2024 «l’anno della disfatta per ATC»: «Abbiamo mezzi fermi, autisti in fuga, linee ferme. La bigliettazione è calata di oltre 600mila euro, a dimostrazione che la gente ha smesso di prendere l’autobus. Mancano linee aggiornate, come quelle turistiche per Lerici e il Miglio Blu. I parcheggi di interscambio restano deserti. Il servizio non viene pianificato né promosso. Siamo in crisi strutturale».

Raffaelli ha chiuso con un appello al mondo sindacale: «Serve una voce unitaria, forte e ferma da parte dei sindacati. Se non si cambia rotta ora, tra due anni vi è il rischio di un vero e proprio default. L'unico modo per cambiare direzione è perdere una strada tutti insieme, con il coinvolgimento dell'intero mondo sindacale».

 

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