Giovedì 3 aprile si è tenuto il secondo incontro del ciclo sul tema “Una Costituzione capace di… futuro”, organizzato dall’Associazione Culturale Mediterraneo, dall’associazione Sulle Regole, dal Forum Disuguaglianze e Diversità e dal Liceo Scientifico Antonio Pacinotti della Spezia.
Fabrizio Barca, co-coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità, ha dialogato con gli studenti sul tema “Art. 3: la libertà sostanziale di realizzare la propria diversità”. Attraverso un set di domande rivolte ai ragazzi delle quinte classi sono emerse le loro preoccupazioni primarie: la guerra, il lavoro, il cambiamento climatico, lo scarso peso dato alla voce dei giovani. Circa le fonti delle disuguaglianze, gli studenti hanno messo al primo posto il colore della pelle, poi il reddito e la classe sociale di appartenenza e il genere. Sul come reagire ai problemi e ridurre le disuguaglianze, sono emerse risposte individuali, con scarsa considerazione dell’impegno collettivo, dell’organizzarsi inseme ad altri in movimenti, associazioni, partiti.
Barca ha espresso il suo punto di vista: le disuguaglianze non sono un destino ineluttabile, bisogna – come prescrive, unica al mondo, la Costituzione italiana – rimuovere gli ostacoli, e la partecipazione è lo strumento per farlo. Negli anni Sessanta e Settanta le disuguaglianze diminuirono perché si era cominciato ad attuare la Costituzione: se il lavoro si organizza, se la democrazia si organizza, si possono limitare i poteri del capitalismo. Furono gli anni dello Statuto dei lavoratori, della riforma sanitaria, del divorzio e del riconoscimento dei diritti delle donne. Poi sono prevalse altre spinte: venticinque anni fa i 50 mila italiani più ricchi detenevano il 2,2% della ricchezza, oggi il 5,5%; i 25 milioni meno ricchi avevano l’11,2 %, oggi il 2%. La responsabilità è, ha sostenuto Barca, delle classi dirigenti.
“Bisogna battersi – ha aggiunto – perché non ci siano ostacoli ad esprimere a vivere la propria vita, ad esprimere la propria personalità. Essere uguali vuol dire liberare la propria diversità”. Sul come farlo Barca e i ragazzi hanno discusso a lungo. Certo è che – è stata la conclusione condivisa – bisogna cambiare in primo luogo la cultura, il senso comune delle persone. Per fare tutto ciò abbiamo un mito fondativo che ci può aiutare: è dentro la Costituzione.
Il terzo e ultimo incontro del ciclo si terrà mercoledì 14 maggio ore 10 e ore 12 sul tema
“Democrazia, partecipazione e libertà”, che sarà affrontato da Gherardo Colombo e Federico Castelli, dell’associazione Sulle Regole.







