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"La Spezia agli ultimi posti per emigrazione ospedaliera, infortuni sul lavoro, energia rinnovabile, cultura e startup" In evidenza


Intervento della candidata sindaco Piera Sommovigo 


“Mentre il sindaco uscente dichiara quanto sia stato proficuo e ‘miracoloso’ il suo quinquennio, la ‘Classifica delle province più vivibili d’Italia’ pubblicata dal Sole 24 Ore riserva amare sorprese. Se a un primo e disattento sguardo Spezia appare ‘rispolverata’, è infatti sotto il tappeto che ha opportunamente nascosto la polvere e non solo quella. E quell’illusoria sensazione di rinnovato ordine e pulizia, lascia subito spazio allo sconcerto per quei grandi temi ancora irrisolti che fanno precipitare la nostra città in fondo alla nota graduatoria.


Nella storica indagine del Sole 24 Ore – basata su 90 indicatori provinciali suddivisi in 6 macro-categorie (ricchezza e consumi / affari e lavoro/ ambiente e servizi / demografia e salute / giustizia e sicurezza / cultura e tempo libero) e prende in considerazione 107 province italiane – Spezia si colloca agli ultimi posti per i temi più importanti: emigrazione ospedaliera, infortuni sul lavoro, energia rinnovabile, spese in cultura e startup innovative.


Sul primo tema, quello che obbliga molti spezzini a rivolgersi alle strutture ospedaliere delle province limitrofe, Spezia si posiziona infatti al 99° posto, ulteriore conferma della situazione sanitaria cittadina ormai allo sfascio. E sul lavoro le cose non vanno meglio. Mentre si annunciano nuove telecamere di sicurezza per combattere la criminalità, sui luoghi di lavoro gli incidenti sono all’ordine del giorno. Stando sempre alla classifica del Sole, Spezia occupa infatti il 103° posto, sempre su 107 province italiane, per infortuni sul lavoro. Un dato agghiacciante, rimasto anche questo sotto il tappeto delle ipocrisie, insieme a un altro dato soffocato: l’83esima posizione della nostra città alla voce ‘Affari e lavoro’. In materia di sviluppo e ambiente, Spezia ricopre ancora una volta le posizioni più basse: un tutt’altro che lusinghiero 103° posto per l’impiego di energia rinnovabile. Per non parlare delle spese in cultura per cui, questa volta senza troppe sorprese, Spezia si posiziona al 90° posto.


Nella classifica della vergogna non manca un 101° posto per startup innovative. Lo sanno bene quei giovani che hanno provato a dare vita alle loro idee in questi anni, rimbalzati da un’amministrazione arroccata su se stessa e troppo impegnata ad adularsi per accorgersi che i suoi ragazzi nel frattempo emigravano, anche loro, per vedere accolte e sviluppate le proprie idee.


Ma a voler essere sinceri fino in fondo, un primato Spezia lo detiene. Ha infatti scalato la classifica nazionale in un lasso di tempo molto breve, conquistando il 1° posto per taglio di nastri a poche settimane dal voto. C’è da andarne fieri”.

 

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Redazione Gazzetta della Spezia

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