fbpx

Accedi al tuo account

Nome utente*
Password *
Ricordami

Nuova nomina per Alessandro Ravecca: ora è anche vicepresidente vicario di Confesercenti Liguria In evidenza

"Esportare" quanto di buono viene fatto in una provincia anche alle altre e rafforzare la collaborazione con le aree adiacenti sono tra gli impegni del neo vicepresidente.

Impegno anche regionale per Alessandro Ravecca subito dopo il quarto mandato affidatogli, dall'assemblea di Confesercenti La Spezia, quale presidente della provincia spezzina. Adesso è infatti anche vicepresidente vicario di Confesercenti Liguria, dunque il «vice» forse più importante del presidente ligure Marco Benedetti. «Un incarico così – si schermisce il Cavaliere della Repubblica che in passato ha ricoperto cariche importanti pure presso la Camera di Commercio spezzina – è sempre e comunque un onore». Oltre che tanto impegno.

Però non sarà davvero difficile seguire contemporaneamente tutto questo territorio e sotto duplice mansione?
Abbiamo quattro province, in Liguria, non sono mica tante. Non può essere complicato fare sistema; integrazione. Dobbiamo capire che una eccellenza deve essere ligure prima ancora che provinciale e renderla usufruibile su tutto il territorio regionale. Ci vuole dialogo. Dobbiamo competere con la Costa Smeralda e quella Azzurra. Non fra noi. Anzitutto si evitano così concentrazioni abnormi di turismo e tutto ciò che ne segue in determinati posti, dando modo di usufruire di queste eccellenze anche ad altre località, la stessa concentrazione turistica in certi periodi può essere in tal modo diluita. Bisogna allungare la stagionalità. Tanto più che il turismo sta cambiando. Ciò che si può vedere in una settimana diventa da vedersi anche un paio di mesi dopo, o in altra stagione, da un'altra parte. Specie gli stranieri, in aumento, amano spostarsi un po' dappertutto a intervalli di qualche giorno. Bisogna individuare le nostre eccellenze e giocare tutti insieme su quelle.

Per esempio?
A Ponente, in particolare nella provincia di Savona e ancor più particolarmente, è esploso da tempo il «bike» che i turisti possono praticare pressoché a qualsiasi altezza dell'anno: perché non sforzarsi di diffonderlo anche da queste parti? Qualsiasi punto della Liguria ha tutto ciò che di contorno è necessario, sole, clima e alture senza scordarsi naturalmente dello stesso mare. Poi a una eccellenza se ne può connettere un'altra, al «bike» per dire il «trekking», l'«outdoor» e l'arrampicata. Una eccellenza può fare da base per farne conoscere un'altra magari enogastronomica. Per cominciare attraiamo la gente per una ragione o l'altra e una volta qua la convinciamo di tutto ciò che ci viene meglio. E' sufficiente un po' di organizzazione, da noi, come in tutto il Levante.

Per far venire tutta questa gente ci sono le infrastrutture all'altezza?
La soluzione in merito non è più rimandabile. Per ferrovia occorrono più di tre ore per giungere alla Spezia da Milano e non parliamo di Roma. Ci sono delle regioni limitrofe da cui ci vogliono quattro ore, con tutti i cantieri in giro, per arrivare da noi in macchina. Sappiamo dei problemi inerenti Genova e la Pontremolese. Quando un treno veramente diretto da noi a Imperia? L'autostrada dev'essere non solo del mare.

Nulla che invece il resto della Liguria possa assimilare da noi della provincia spezzina?
Come no, io sono partito con quel settore trainante che è il turismo, ma c'è dell'altro. L'Ufficio del credito che abbiamo aperto insieme a Italia Confidi Italia tanto per fare l'esempio più recente, nella provincia spezzina sta dando i suoi frutti, non a caso sarà replicato nel resto della regione. Altro che pensare al proprio orticello e basta. L'anno scorso abbiamo fatto avere ai nostri iscritti sugli otto milioni di euro di credito diretto, più tante garanzie, poiché l'ufficio opera su due piani.

Liguria pronta alla Zona Economica Semplificata di Prossimità?
La «Zespro» è addirittura un progetto di respiro nazionale per l'esattezza. Infatti puntiamo alla legge d'iniziativa popolare con tanto di raccolta di firme. E' tempo di togliere una certa sovrastruttura burocratica e/o fiscale di torno alla vivacità commerciale e imprenditoriale e ciò vale per tutt'Italia. Ma senza guardare tanto in là, per restare di più alla nostra specifica realtà, allora ne approfitto per auspicare che l'integrazione di cui si diceva vada anche oltre i confini regionali. Nel caso ligure ad esempio è il caso di proporsi di fare sistema col medesimo Basso Piemonte...da noi dovrebbe essere persino naturale farlo col resto della Lunigiana comprese quella toscana e quella emiliana. Bisogna allargare il bacino d'utenza. Detto questo, sia chiaro che questa zona economica si rivolge alle necessità delle periferie e dei piccoli comuni, dove quello di un negozio è quasi più un servizio che non un motivo di guadagno, non stiamo sicuramente parlando delle ragioni dei miliardari. Ovunque un negozio, anche piccolo, in più può voler dire un pezzetto di territorio salvato dalla desertificazione.

È GRATIS! Compila il form per ricevere via e-mail la nostra rassegna stampa.

Partecipa ai sondaggi della Gazzetta della Spezia: clicca qui.

Gazzetta della Spezia & Provincia non riceve finanziamenti pubblici, aiutaci a migliorare il nostro servizio con una piccola donazione. GRAZIE

Vota questo articolo
(0 Voti)

Articoli correlati (da tag)

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

 
 
Studio Legale Dallara