Condivido pienamente le parole del Sindaco Marco Traversone e sento il dovere, come consigliere comunale di un Comune che rappresenta esso stesso una porta delle aree interne, di aggiungere la mia voce a questa battaglia.
Chi vive e amministra l'entroterra sa bene quanto sia distante la realtà quotidiana dai proclami che periodicamente arrivano da Roma o dalla Regione. Non bastano gli annunci a fermare lo spopolamento, a garantire un medico di famiglia, a mantenere aperta una scuola o un presidio sanitario. Mantenere aperta una scuola non significa solo evitarne la chiusura, ma anche impedire quegli accorpamenti che, in nome di una presunta razionalizzazione, finiscono per snaturare le caratteristiche stesse di una scuola di area interna: rapporto diretto tra insegnanti e famiglie, radicamento nella comunità. In un mondo che rischia di perdersi nei selfie e nei social, i presidi scolastici delle nostre aree interne custodiscono ancora relazioni vere, tempi umani e un legame autentico con il territorio: un valore che nessuna piattaforma digitale potrà mai sostituire. Servono risorse stabili, servizi reali, infrastrutture funzionanti.
Ma c'è un aspetto che vorrei aggiungere a questa riflessione, ed è quello dell'equilibrio con la natura. Viviamo in un momento storico in cui il mondo cambia a una velocità mai vista prima: la crisi climatica, il consumo di suolo, l'abbandono dei territori montani non sono fenomeni separati, ma facce della stessa medaglia. Le aree interne non sono solo un problema da "risolvere" con qualche bando: sono un presidio di equilibrio ambientale, custodi di boschi, corsi d'acqua, biodiversità e di un sapere antico nella gestione del territorio che oggi, più che mai, serve a tutti — anche a chi vive in città.
Sostenere davvero questi Comuni significa quindi guardare oltre l'emergenza spopolamento: significa investire in manutenzione del territorio, prevenzione del dissesto idrogeologico, agricoltura di montagna, energie rinnovabili di prossimità e turismo sostenibile. Significa riconoscere che chi resta a vivere e lavorare in questi luoghi svolge una funzione di tutela ambientale che ha un valore per l'intera collettività, e che va sostenuta con continuità, non con provvedimenti spot.
A questo si aggiunge il valore delle attività commerciali ancora presenti sul territorio: negozi di vicinato, botteghe, bar e piccole imprese che, in molte frazioni, sono ormai gli unici punti di riferimento rimasti per chi vive nell'entroterra. Non possiamo più permetterci di considerarle un fatto marginale o lasciato al caso: vanno sostenute con veri e propri piani del commercio, pensati per queste realtà specifiche, capaci di garantirne la sopravvivenza e, dove possibile, il rilancio.
Bastano pochi esempi concreti, che vivo direttamente nel mio Comune, per capire quanto la distanza tra proclami e realtà sia ampia anche nelle frazioni. In molte di esse manca ancora la fibra ottica, mentre si continua a parlare di transizione digitale. Ingressi e scalinate di accesso ai paesi versano da anni in condizioni di degrado e attendono interventi di ripristino mai arrivati. I cimiteri, luoghi di cura e memoria per le comunità, sono spesso lasciati senza manutenzione. Mancano punti luce essenziali per la sicurezza di chi abita e percorre questi borghi. E i servizi di trasporto pubblico sono rimasti fermi a un modello ormai datato, incapace di rispondere ai cambiamenti demografici e sociali di oggi. Sono problemi concreti, quotidiani, che nessun annuncio roboante può nascondere. E su questo punto vale la pena ricordare che il centrodestra che oggi amministra Riccò del Golfo sembra aver dimenticato che, solo pochi anni fa, la nostra scuola è stata sottoposta a un accorpamento tanto discutibile quanto ingiustificato, motivato dalla cosiddetta spending review. Chi oggi parla di sostegno alle aree interne dovrebbe innanzitutto fare i conti con le scelte del passato, che a quei tempi hanno indebolito proprio uno dei presidi più importanti per queste comunità.
Per questo, insieme al Sindaco, chiedo con forza che le istituzioni regionali e nazionali passino dalle parole ai fatti: fiscalità differenziata, investimenti stabili nei servizi essenziali e politiche ambientali pensate insieme a chi questi territori li vive ogni giorno.
La difesa dell'entroterra è anche difesa dell'equilibrio ecologico del nostro Paese. È una battaglia che deve unire, al di là degli schieramenti politici, chiunque abbia a cuore il futuro dei nostri territori e delle prossime generazioni.
Il Consigliere Comunale Giacomo Cappiello







