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Fernando Tacchini protagonista all'hotel Byron di Lerici In evidenza

di Massimo Guerra - Sabato 13 giugno l'inaugurazione della mostra "Plantae".

All'hotel Byron di Lerici inaugura domani sera, sabato 13 giugno "Plantae", mostra di Fernando Tacchini interamente dedicata al regno vegetale e ai mille colori di fiori e piante immortalati dall'artista di Romito Magra, classe '47, fratello d'arte del direttore artistico della mostra Walter e della sorella Maria. Nell'elegante hall dell'hotel lericino diretto da Damiano Pinelli, che ormai da qualche anno ospita le opere di artisti del territorio, in particolare del sodalizio Liguria Vintage di Marco Natale saranno esposti 18 quadri, tutti del formato 40 per 50 centimetri, oltre ad alcuni quadri più piccoli, sempre ispirati allo stesso tema artistico fatto di rilievi, sprazzi di colore e luce che rubano l'occhio, tutte opere realizzate dall'artista negli ultimi 2 anni.

Tacchini vanta una lunga esperienza pittorica, con partecipazione a numerose collettive a Lerici, Viareggio, Lucca, Massa Carrara, Firenze, Genova e Milano, partecipando nell'ambito dell'arte sociale a numerose edizioni dell'Omo ar bozo di Ameglia ideato e diretto dal fratello Walter. La mostra di Tacchini, presentata domani alle ore 18 dall'esperto d'arte dott. Paolo Cozzani sarà visitabile nel periodo estivo tutti i giorni: "La mostra è una riflessione profonda sulla natura e la percezione visiva sensibile- spiega Cozzani - i dipinti sono materia e luce, ed esprimono le sensazioni dell'artista che osserva e indaga gli elementi biotici dell'ecosistema. Tutto ciò che vive in natura è necessario alla vita dell'uomo, e Tacchini trae dalla sua anima l'ispirazione per creare qualcosa che va oltre l'immagine.

Il soggetto è il Regno vegetale (Plantae), che viene rappresentato attraverso le forme di petali, foglie, boccioli, alberi, che esplodono in vivissimi colori sapientemente accostati alla maniera dei Fauves con gradevole cromatismo. Si può definire un astrattismo lirico, perfettamente leggibile e lontano delle pennellate violente dell'action painting o dell'astrazione pura. Tacchini non richiama l'abstrahere, dal latino togliere, levare, trarre, essenzializzare, anzi le sue opere vogliono essere lette e comprese, chiare e semplici, un espressionismo astratto che proviene dall'inconscio e dalla fantasia creativa dell'artista".

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