Ad Arcola l'estate si apre Domenica 7 giugno alle ore 21.30 con con Luca Sommi. Il giornalista, scrittore e conduttore televisivo sarà protagonista al Parco Mimma Rolla con lo spettacolo "Viva la Costituzione. Perché amarla e difenderla".
Un monologo intenso e coinvolgente che accompagnerà il pubblico alla scoperta della nostra Carta Costituzionale, raccontandone la bellezza, la forza e l'attualità. Un'occasione per riflettere insieme sui principi di uguaglianza, dignità, libertà e democrazia che sono alla base della nostra Repubblica.
Con il suo stile diretto e appassionato, Sommi porterà sul palco una narrazione capace di parlare a tutti, ricordandoci quanto sia importante conoscere, applicare e difendere ogni giorno i valori della Costituzione italiana.
L'evento è a ingresso gratuito fino a esaurimento posti ed è organizzato dal Comune di Arcola in collaborazione con Eventi Salute Società Spettacolo, prodotto da Loft Srl.
La redazione di Gazzetta della Spezia, ha intervistato Luca Sommi, approfondendo e anticipando alcuni temi che saranno al centro del suo spettacolo.
Nel suo monologo racconta la Costituzione come qualcosa di "bella, giusta e poetica". Perché oggi sente il bisogno di riportare questi valori al centro del dibattito pubblico?
Perché la Costituzione contiene i diritti di uguaglianza, di libertà, di giustizia, di unità che non esistevano prima della sua entrata in vigore. Prima i diritti erano elargiti da un sovrano su sua gentile concessione. Oggi i diritti sono riconosciuti e tutelati dalla Costituzione, li riconosci in quanto esistono già, come se quei diritti che ho elencato prima esistessero in natura.
L'articolo 3 affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che limitano libertà e uguaglianza. Secondo lei, quali sono oggi gli ostacoli più grandi che impediscono alle persone di vivere con dignità?
Piero Calamandrei diceva che l'articolo 3 è il più rivoluzionario, il più impegnativo dell'intera Costituzione, perché oltre a dare la stessa dignità a tutti gli italiani e ad affermare che la legge sia uguale per tutti, indipendentemente da sesso, razza, religione, credo politico, condizioni patrimoniali e personali, addita la Repubblica come responsabile di rimuovere quegli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e quegli ostacoli sono di carattere economico ed esistono oggi come allora.
Lei porta la Costituzione in teatro, fuori dai contesti istituzionali. Quanto è importante far conoscere la Carta soprattutto alle nuove generazioni?
È molto importante far conoscere la Costituzione alle nuove generazioni, perché quei diritti che elencavo prima non sono piovuti giù dal cielo gratuitamente. C'è qualcuno che ha dato la vita e come disse Piero Calamandrei in quella lezione bellissima del 1955 agli studenti di Milano, se volete sapere dove è nata la Costituzione, andate in ogni luogo in cui è morto un ragazzo per riscattare la libertà e la dignità degli italiani.
Nel clima politico e mediatico attuale, pensa che i principi costituzionali vengano davvero rispettati nel confronto pubblico?
Non credo che i principi costituzionali siano rispettati. Il problema vero della Costituzione non è la sua modifica, ma è la sua attuazione. Da quando è stata promulgata, sono stati fatti grandi passi avanti, ma non è stata attuata pienamente. Tant'è che come dice giustamente Michele Ainis, la Costituzione prescrive la società perfetta nella quale dovremmo vivere e usa il condizionale perché in realtà non ci viviamo perché i principi, i dettami, le disposizioni della Costituzione non sono ancora applicati appieno.
Attraverso Accordi & Disaccordi osserva ogni settimana il dibattito politico italiano: vede una politica ancora capace di parlare ai cittadini oppure sempre più distante dai loro problemi reali?
La politica non è capace o incapace di interpretare l'esigenza dei cittadini. Non esiste una autorità che possa stabilirlo, però esistono dei parametri. Quando si rompe il patto sociale, ossia quando la politica non risponde più ai bisogni dei cittadini, lo si vede da due cose. Da quanto è alta l'astensione alle urne, ossia alle votazioni, e da quanto sia alta l'evasione fiscale. Ecco, l'Italia è tra i paesi che hanno la più alta evasione fiscale e il più alto astensionismo alle urne. Quindi vuol dire che non sta andando molto bene.
C'è un articolo della Costituzione che sente particolarmente vicino, anche dal punto di vista umano oltre che professionale?
L'articolo che sento più vicino è quello che citavo prima, l'articolo 3, che fa il paio con l'articolo 36, che dice che al lavoratore deve essere data una retribuzione proporzionata alla quantità e la qualità di lavoro, ma soprattutto non inferiore a quella cifra che garantisca a lui e alla sua famiglia una vita dignitosa. La Costituzione usa molte volte la parola dignità. E questo non è un caso, sia nell'articolo 3, sia nell'articolo 36.
Qual è il messaggio più importante che vorrebbe lasciare al pubblico al termine di questo suo monologo?
Alla fine di questo monologo vorrei semplicemente che la gente se ne andasse con il desiderio di rileggere la Costituzione, apprezzandone l'alto valore etico e la rivoluzione che ha rappresentato.







