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“Dalla Liberazione alla Costituzione”: inaugurata all’Archivio di Stato la mostra dedicata agli 80 anni della Repubblica In evidenza

di Francesca Tarantino - Aperta al pubblico fino al 18 giugno l’esposizione che racconta, attraverso documenti originali, il passaggio dall’8 settembre 1943 al referendum del 2-3 giugno 1946.

Si è svolta questa mattina, presso l’Archivio di Stato della Spezia, l’inaugurazione della mostra documentaria “Dalla Liberazione alla Costituzione”, organizzata in occasione degli 80 anni della Repubblica Italiana e del primo voto alle donne. La direttrice Francesca Nepori ha aperto l’incontro ringraziando i presenti e ricordando come il referendum del 2 e 3 giugno 1946 rappresenti una data fondativa per il Paese: non solo la scelta tra monarchia e repubblica, ma anche il pieno compimento del suffragio universale, con la partecipazione femminile alle elezioni politiche e l’elezione delle prime 21 deputate all’Assemblea Costituente.

La direttrice ha poi ceduto la parola al capo di Gabinetto della Prefettura, dott. Pullara, che ha portato i saluti del prefetto e sottolineato il valore della documentazione conservata negli archivi statali, definendoli “presidi culturali e civili fondamentali per la trasmissione della memoria storica”. Molti dei documenti esposti provengono infatti dai fondi storici della Prefettura e della Questura della Spezia, che per obbligo di legge versano agli Archivi di Stato la loro documentazione dopo trent’anni.

La visita guidata, alla presenza di molte altre autorità civili e militari tra le quali l'assessore del Comune della Spezia Giulio Guerri, l'assessore sarzanese Giorgio Borrini e il sindaco di Bolano Paolo Adorni, è stata condotta dalla funzionaria archivista Chiara Serio, che ha illustrato il percorso cronologico della mostra, articolato in più sezioni tematiche. La prima teca, dedicata agli anni 1943-1945, raccoglie materiali che testimoniano gli ultimi e più drammatici anni della guerra: volantini e fogli di stampa clandestina sequestrati perché considerati “sovversivi”, documenti effimeri distribuiti durante la Resistenza e oggi preziosi proprio grazie alla loro conservazione da parte della Prefettura, una mappa con l’ordine di sfollamento delle zone della Spezia coinvolte dal fronte e diversi riconoscimenti partigiani, tra cui i diplomi Alexander. Accanto a questi compaiono anche progetti di protezione antiaerea relativi alla chiesa della Madonna delle Grazie e materiali che raccontano la vita civile sotto i bombardamenti.

La seconda teca è dedicata alle celebrazioni del 2 giugno e al dibattito sull’assetto istituzionale dell’Italia uscita dal fascismo. Vi compaiono schede elettorali, circolari, telegrammi e documenti relativi alla cancellazione dell’emblema monarchico, insieme ai materiali che illustrano la definizione del nuovo simbolo della Repubblica, composto dal ramo d’ulivo, dal ramo di quercia e dalla stella.

La terza teca raccoglie invece i documenti relativi agli anniversari immediatamente successivi alla nascita della Repubblica, come il telegramma con cui Alcide De Gasperi, allora presidente del Consiglio, invitava le amministrazioni locali a celebrare la nuova festa nazionale, segno della volontà di consolidare una memoria condivisa nel Paese appena uscito dalla guerra.

Una sezione particolarmente intensa è dedicata alla vicenda degli ebrei clandestini che nel 1946 raggiunsero il molo Pirelli della Spezia per imbarcarsi sui velieri Fede e Fenice diretti in Palestina, allora sotto mandato britannico. Bloccati in attesa dell’autorizzazione alla partenza, trovarono sostegno nella popolazione spezzina. Una coincidenza storica vide in quei giorni la presenza in Italia del leader laburista Lansky, che contribuì a garantire il mantenimento dell’ordine al porto. La Spezia, per questo episodio, è ricordata come “Porta di Sion”.

Tra i materiali esposti spiccano anche ritagli di giornale, corrispondenze ufficiali e la celebre pagina della Domenica del Corriere dedicata all’ostetrica spezzina che, durante un bombardamento, mise a rischio la propria vita per assistere una donna al parto, ottenendo poi un riconoscimento al valore. La mostra restituisce così non solo la dimensione istituzionale del periodo, ma anche quella umana, fatta di gesti quotidiani di coraggio e solidarietà.

La direttrice Nepori ha ricordato che l’obiettivo dell’allestimento non è la celebrazione retorica, ma la ricostruzione scientifica di un periodo cruciale della storia italiana attraverso le fonti primarie. La mostra, ha sottolineato, è il risultato del lavoro congiunto di tutto il personale dell’Archivio, impegnato nella ricerca, nella selezione e nella valorizzazione di documenti spesso complessi e poco conosciuti.

L’esposizione rimarrà aperta fino al 18 giugno, tutti i martedì e giovedì dalle 15.00 alle 17.00; apertura straordinaria nella giornata conclusiva del 18 giugno dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00.

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