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"La liberazione possibile. Il manicomo, Franco Basaglia e noi": grandi fotografi raccontano quella "rivoluzione" che parla anche all'oggi In evidenza

Venerdì 5 giugno l'inaugurazione della mostra.

Venerdì 5 giugno, alle ore 17.30, nella torre del Castello dei Vescovi a Castelnuovo Magra, sarà inaugurata la mostra fotografica "La liberazione possibile. Il manicomio, Franco Basaglia e noi", con Carla Cerati, Gianni Berengo Gardin, Luciano D’Alessandro, Uliano Lucas, Paola Mattioli, Emilio Tremolada e Enzo Umbaca. La mostra, che è curata da Archivi della Resistenza, con la collaborazione di Tatiana Agliani, ha il patrocinio del comune di Castelnuovo Magra e del Museo Audiovisivo della Resistenza e Libreria Marini. Sarà visitabile presso la Torre dei Vescovi di Luni a Castelnuovo Magra, dal 5 giugno al 18 ottobre 2026.

Una mostra che offre alcune straordinarie opportunità. La prima e più scontata è quella di vedere in una sola volta i materiali di alcuni dei più importanti fotografi e artisti italiani che, nel corso degli anni, si sono occupati della salute mentale e della rivoluzione che in questo campo portò Franco Basaglia, dapprima denunciando la condizione di umiliazione e segregazione dei manicomi (sono presenti le fotografie di due libri fondamentali del 1969 che aprirono un dibattito: Morire di classe di Gianni Berengo Gardin e Carla Cerati e Gli esclusi di Luciano D’Alessandro) e poi documentando e interpretando mano a mano il fermento culturale e politico che riuscì promuovere quella presa di coscienza, con l’apertura delle strutture e il progressivo superamento dell’istituzione.

"Una straordinaria stagione culturale e sociale dell’anti-autoritasimo italiano, per certi versi irripetibile, a cui la fotografia ha dato un contributo di fondamentale importanza, ma una stagione che ci induce anche a riflettere sul presente e sul fatto che se una liberazione è stata possibile, allora anche altre liberazioni sono oggi possibili", affermano dagli Archivi della Resistenza

La mostra sarà visitabile nei seguenti orari:
Luglio e agosto da martedì a giovedì: 17.30- 20.30; da venerdì a domenica 10.30-12.30 / 17.30-20.30
Giugno, settembre e ottobre: sabato e domenica 10.30-12.30 / 15.30-19.30.
Biglietto d’Ingresso 8 €, ridotto 5 €.
Il biglietto d’ingresso dà diritto all’ingresso ridotto al Museo Audiovisivo della Resistenza.

Venerdì 5 giugno, dopo l'inaugurazione, chi vorrà potrà andare al Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo per una cena sociale (ore 20) e a seguire (ore 21.30) il concerto di Alessio Lega e Rocco Marchi “E ti chiamaron matta”, il rifacimento dell’album del 1971 che Gianni Nebbiosi – musicista, poeta e studente di medicina – scrisse e registrò assieme a Giovanna Marini, sei canzoni che denunciavano il manicomio a cui il cantautore Alessio Lega unirà altre canzoni per la liberazione dalla repressione mentale, come quella dedicata alla morte in contenzione del maestro Franco Mastrogiovanni.
Info e prenotazioni al 3290099418.

L’associazione Archivi della Resistenza, che si occupa di storia orale e gestisce il Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo (anch’esso partner del progetto), torna con un progetto di grande valore culturale dopo le mostre già realizzate per il Comune: La lotta delle donne di Tano D’Amico del 2017, L’autre Vivian. L’altra Vivian Maier (con Roberto Carlone) del 2018, La strada, la lotta e l’amore di Letizia Battaglia, Tano D’Amico e Uliano Lucas del 2019 e Narciso meccanico. Una fotocamera per specchiarsi nel mondo (1972-2023) di Maurizio Maggiani del 2023. Tutte mostre nate da progetti originali e pensati per Castelnuovo Magra in anteprima che poi hanno preso il volo per altre prestigiose sedi.

Il motivo ispiratore della mostra è la figura dello psichiatra Franco Basaglia (1924- 1980) che ha rivoluzionato l'assistenza mentale, promuovendo la progressiva abolizione dei manicomi con la Legge 180 del 1978 (Legge Basaglia). Se lui fu indubbiamente il protagonista assoluto di quella straordinaria stagione, alla base ci fu una battaglia corale, che consentì di trasformare l’approccio alla malattia mentale da reclusione a cura, e i pazienti da malati a ospiti, restituendo dignità, diritti e libertà a chi era stato recluso ed emarginato. La chiusura di queste istituzioni totali disumanizzanti fu un atto rivoluzionario e trovò nella comunicazione e in particolare fotografia una alleata fondamentale, che consentì di denunciare la condizione dei malati reclusi, suscitare indignazione e creare consapevolezza.

La fotografia non abbandonò questi temi, dopo anche dopo l’abolizione del manicomio, ma continuò a lavorarci, fornendo così una testimonianza fondamentale per indagare le trasformazioni successive. Lo schema della mostra tiene conto, come è tradizione per Fosdinovo, della particolare collocazione nella Torre del Catello dei Vescovi di Luni ed è diviso appunto in sei capitoli per sette fotografi che sono organizzati sia in forma di racconto sia di retrospettiva. A Castelnuovo Magra potremo vedere alcuni dei più importanti fotografi italiani, autori reportages fotografici o di progetti svincolati dal fotogiornalismo, che hanno tutti la caratteristica di mettere al centro il tema del manicomio.

"Una rassegna, accompagnata da installazioni audiovisive, che guiderà lo spettatore nella straordinaria vicenda basagliana e ci spingeranno a domandarci quale eredità rimane di quella irripetibile stagione, ma anche quali altre liberazioni sono possibile e anzi necessarie - sottolineano gli organizzatori -  Il programma, in corso di definizione, prevede al solito una serie di iniziative sul tema della fotografia e il manicomio, come la presentazione di libri, conferenze e seminari, ci saranno gli incontri con i fotografi e artisti protagonisti ancora in vita (Lucas, Mattioli, Tremolada, Umbaca), ma anche concerti (Alessio Lega con il concerto dedicato all’album di Gianni Nebbiosi “E ti chiamaron matta” e Nevruz con un concerto- spettacolo dedicato alle neuro divergenze) e poi ancora proiezioni all’interno della rassegna “Cinema cultura”, gruppi di lettura, laboratori per bambini e tanto altro ancora. Archivi della Resistenza curerà anche un catalogo della mostra, con un saggio della studiosa Tatiana Agliani, in uscita nella collana “Verba manent – Serie sguardi” presso Edizioni ETS di Pisa. Altri testi critici, materiali audiovisivi e multimediali saranno prodotti a corollario della mostra dal collettivo di Archivi della Resistenza".

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