Un confronto con i direttori delle Strutture Complesse degli ospedali della provincia per fare il punto sui principali dossier della realtà spezzina e sulle prospettive organizzative dei prossimi mesi. L'assessore regionale Massimo Nicolò ha incontrato i professionisti venerdì pomeriggio nella sede dell'Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Spezia, che ha ospitato l'iniziativa confermando il proprio ruolo di luogo di dialogo e approfondimento sulla professione e sul futuro dei servizi del territorio.
Presenti per l'Ordine il presidente Salvatore Barbagallo e tutto il consiglio, oltre all'onorevole Maria Grazia Frijia, vicesindaco della Spezia, al consigliere regionale Gianmarco Medusei e all'onorevole Matteo Rosso, coordinatore regionale di FDI.
L'incontro ha affrontato molte delle questioni sul tappeto per la sanità locale legate al nuovo 'Atto aziendale', il documento normativo interno che definisce il modello organizzativo, le linee strategiche e il funzionamento dei servizi. Si è parlato di organizzazione delle strutture complesse, il rapporto tra ospedale e territorio, il futuro Felettino, la carenza di personale, l'aggiornamento tecnologico, la mobilità dei professionisti e la necessità di rendere più attrattiva l'Asl 5.
Dai medici sono arrivate preoccupazioni sul possibile ridimensionamento delle strutture cliniche e sulla graduazione degli incarichi, con il timore che La Spezia possa risultare penalizzata rispetto ad altre realtà liguri. Nicolò ha risposto assicurando che l'impostazione sarà "conservativa" sul piano clinico. Le modifiche dovrebbero riguardare soprattutto l'area amministrativa e di back office, con l'obiettivo di liberare risorse e rafforzare il supporto alle attività sanitarie.
Ampio spazio anche al nuovo ospedale del Felettino. L'assessore ha sottolineato la necessità di coinvolgere primari e professionisti nella definizione concreta degli spazi, dei percorsi e della logistica interna. Un passaggio ritenuto decisivo per evitare che la nuova struttura nasca senza il contributo di chi dovrà poi lavorarci quotidianamente.
Tra i temi sollevati anche la necessità di rilanciare tecnologie già presenti, come la robotica chirurgica e ortopedica, e di colmare il divario con altri centri regionali ed extraregionali per ridurre l'emigrazione sanitaria. I medici hanno inoltre posto l'attenzione sul centro ictus, sulla trombectomia meccanica, sulla gestione del rischio clinico e sull'opportunità di percorsi di accreditamento di qualità in vista del nuovo ospedale.
Il presidente della Fondazione Carispezia, Andrea Corradino, presente all'incontro, ha dichiarato la disponibilità della Fondazione a contribuire alle spese per l'implementazione delle strutture dedicate al trattamento dell'ictus, con l'obiettivo di ampliare l'attività assistenziale attraverso l'istituzione di un centro specializzato.
Non meno rilevante il nodo del personale. Sono state richiamate le difficoltà legate alle carenze di organico, alla sostituzione del turnover, alla mobilità tra aziende sanitarie e alla necessità di attrarre giovani medici anche attraverso servizi di supporto e soluzioni abitative temporanee.
Nicolò ha infine richiamato il valore dell'integrazione tra ospedale e territorio, con particolare riferimento alle Case di Comunità e all'assistenza domiciliare, considerate indispensabili per alleggerire la pressione sugli ospedali e dare risposte più efficaci ai pazienti cronici. "È stato un incontro costruttivo — ha spiegato l'assessore —. Spero di aver dato risposte rassicuranti. Non resterà un appuntamento isolato: torneremo e programmeremo altri momenti di confronto".







