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L’Atlante degli Uccelli in città: al via il progetto di "urban citizen" di Società Naturalistica Spezzina e Lipu In evidenza

Per mappare gli uccelli nidificanti in città, quali bioindicatori della qualità dell’ambiente urbano, e per il rafforzamento della rete ecologica.

Volano sopra le nostre teste, spesso diventano i nostri vicini di casa segreti, intonano i loro canti. A volte passano inosservati, fino a quando non creano qualche problemino di igiene. Gli uccelli, gli animali vertebrati più diffusi e visibili durante il giorno, sono tra di noi, fanno parte della città e dei suoi angoli di verde, e in primavera la rendono più movimentata e più gradevole. A farci “compagnia” non ci sono soltanto gli immancabili piccioni, i passeri o i chiassosi gabbiani. Parchi e viali alberati si riempiono di merli, capinere, fringuelli e verzellini, che intonano una colonna sonora confusa con il rumore del traffico stradale. Dall’Africa tornano i gruppi di rondoni che sfiorano i cornicioni lanciando i loro gridi acutissimi. In questo periodo tutti gli uccelli si danno un gran daffare: ci sono nidi da costruire, uova da covare, e vermi e insetti da cercare freneticamente e portare al nido per nutrire pigolanti ed affamate nidiate. 

Ma cosa sappiamo veramente dei nostri amici volatili nell’ambiente urbano alla Spezia? In realtà la conoscenza è un po’ “datata”: infatti, ad una prima indagine svoltasi nel lontano 1996, non è più seguito alcun aggiornamento. La Società Naturalistica Spezzina, in collaborazione con la LIPU, ha quindi avviato le attività di un nuovo Progetto Atlante degli uccelli nidificanti. Si tratta di una serie di rilevamenti sulla distribuzione e sulle popolazioni delle specie che si riproducono in città e nella sua circostante cintura collinare.

“L’obiettivo” - spiega Maurizio Romano, presidente della SNS - “è di comprendere i cambiamenti dell’avifauna nel corso di trent’anni: gli uccelli cambiano la loro distribuzione, il loro comportamento, e in un tale arco di tempo possono arrivare persino nuove specie. Ma anche Spezia, sotto il profilo urbanistico, è notevolmente cambiata. Vorremo fare un confronto con il passato per capire gli effetti positivi e negativi delle modificazioni dell’ambiente urbano sugli uccelli, noti per essere dei buoni indicatori ecologici”.

Paolo Canepa, delegato LIPU La Spezia, sottolinea l’importanza della Citizen Science: “I rilevamenti saranno effettuati nel biennio 2026 e 2027, coprendo un reticolo di 99 “quadrati” di 500 metri di lato. Tuttavia, per avere informazioni più esaustive sull’avifauna dell’intero territorio urbano abbiamo bisogno delle segnalazioni dei cittadini: la scoperta di un nido – di qualsiasi specie! – o di un pulcino sono informazioni preziose che arricchiranno la nostra banca dati. Al termine dell’indagine ci piacerebbe illustrare i risultati, e sarebbe bello poter coronare il progetto con la pubblicazione dell’Atlante. Per questo chiediamo la collaborazione di privati cittadini, delle scuole ed altre istituzioni, in particolare della Marina Militare, per farci accedere ad alcune aree attualmente interdette”.


Lo studio degli uccelli tocca molte tematiche trasversali: dalla gestione del verde pubblico a quella dei rifiuti, dalla tutela della biodiversità al rispetto per gli animali passando per il cambiamento climatico. Gli esperti naturalisti insistono sull’importanza di monitorare l’avifauna: “Crediamo che una città più ricca di alberi, di ambienti naturali e di animali selvatici sia anche migliore dal punto di vista della qualità della vita. L’ambiente urbano, attraverso una maggiore biodiversità, esprime la presenza di processi ecologici complessi e non ancora compromessi dal degrado e dall’inquinamento. Controllare l’andamento dell’avifauna ci permetterà di fare valutazioni sul modo di gestire la città sotto il profilo della tutela del verde pubblico”. Dare più spazio agli alberi e ad altri elementi naturali, sottolinea Fabio Giacomazzi, coordinatore del progetto “permetterà di contrastare meglio i possibili effetti del surriscaldamento globale: troppo spesso ci dimentichiamo dei tanti servizi ecosistemici che tutti i giorni ci offrono gratuitamente”.

Il progetto, arricchito anche da alcuni eventi pubblici (una visita guidata ed un convegno), sarà anche un’occasione per riscoprire la bellezza. Per Pamela O’Shaughnessy, responsabile dell’Oasi LIPU Arcola e ornitologa del Progetto Atlante, “l’osservazione degli uccelli (birdwatching) è già estremamente appagante, ma farlo nel contesto della nostra città, attraverso stupende passeggiate sulle colline e scorci panoramici mozzafiato, ci regala qualcosa di impagabile: ci fa riappropriare del nostro benessere psico-fisico e di un legame intimo e ancestrale con la Natura”.

ANCHE I GABBIANI NEL MIRINO DEI BINOCOLI

I gabbiani reali, uccelli estremamente adattabili ed ecologicamente “vincenti” nei contesti urbani, sono un’assidua presenza in città. Riccardo Nardelli, naturalista della SNS, ricorda che “gli habitat naturali dei gabbiani sono le coste rocciose, ma le città, offrendo cibo abbondante, riparo dai predatori e limitato disturbo, sono risultate attrattive per questa specie, ormai da diversi decenni nidificante sui tetti delle città”. In alcuni casi la convivenza con la specie è stata problematica, per i forti richiami mattutini, le deiezioni, i nidi su terrazze aperte e stenditoi, e soprattutto per lo spargimento di rifiuti urbani. “Il disturbo alle coppie durante la riproduzione, oltre a essere un deprecabile reato, non è la soluzione. Se vogliamo far diminuire i gabbiani, come è successo in altre città, occorre adottare comportamenti corretti, soprattutto impedendo che accedano agli scarti alimentari. Con una raccolta differenziata fatta bene, in particolare dell’umido, e l’uso di contenitori adatti, eviteremmo che i gabbiani (e i cinghiali) aprissero i sacchetti in cerca di cibo, sparpagliando immondizia sulle strade”. È in programma un primo conteggio dei nidi, che sarà possibile effettuare a distanza sfruttando le colline e gli edifici più elevati della città: “un primo conteggio lo faremo dalla terrazza del Castello di S. Giorgio, grazie alla collaborazione del Museo Archeologico”.

Per diventare un “Cittadino Scienziato” e contribuire al progetto Atlante Urbano degli uccelli nidificanti della Spezia clicca qui.

(Foto: Società naturalistica spezzina)

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