Sala della Mediateca Regionale gremita, con molte persone rimaste in piedi, per l'iniziativa "Sono un medico: è mia la colpa?", incontro pubblico con il dottor Angelo Bianco, medico chirurgo di ASL 5, delegato sindacale medici CGIL e autore del libro "Le nuvole non hanno forma".
L'iniziativa è stata introdotta da Luca Comiti, Segretario generale della CGIL della Spezia, e Laura Ruocco, Segretaria generale dello SPI CGIL della Spezia, che hanno proposto un breve focus sulle criticità della sanità territoriale, dalla carenza cronica di personale alle difficoltà sempre più evidenti nel garantire servizi e prossimità ai cittadini. Nel corso dell'introduzione Comiti e Ruocco hanno inoltre anticipato ai presenti l'imminente avvio della campagna di raccolta firme promossa dalla CGIL per una legge di iniziativa popolare sulla sanità pubblica, finalizzata a difendere e rilanciare il sistema sanitario nazionale pubblico e universale.
Il dottor Bianco è stato intervistato da Marzia Ilari, Segretaria generale della Funzione Pubblica CGIL della Spezia, in un confronto intenso e partecipato durante il quale sono stati letti diversi brani del libro e affrontati temi profondi e di grande attualità, alternando momenti commoventi ad altri più leggeri e ironici.
Al centro dell'incontro il rapporto tra medico e paziente, la relazione umana che si costruisce nella cura, l'importanza dell'ascolto e dell'empatia, ma anche il ruolo del medico nell'era digitale, in cui sempre più pazienti arrivano negli ambulatori con informazioni raccolte in rete e nei social. È emersa con forza la necessità di restituire valore, autorevolezza e fiducia alla figura del medico e al sapere scientifico.
Particolarmente toccanti i passaggi dedicati alla difficoltà, sempre più diffusa nella società contemporanea, di accettare la malattia, la sofferenza e la morte, in un contesto in cui spesso il medico finisce per essere percepito quasi come "colpevole" di fronte ai limiti della medicina stessa. Nel corso del pomeriggio il dottor Bianco ha condiviso episodi vissuti accanto ai pazienti, esperienze maturate durante la pandemia da Covid e riflessioni sullo stato della sanità pubblica e territoriale.
Tra i temi affrontati anche quello del nuovo ospedale Felettino e il rischio che, senza investimenti strutturali sul personale sanitario, possa trasformarsi in una "scatola vuota", incapace di rispondere pienamente ai bisogni di salute del territorio.
Il pubblico ha seguito con grande attenzione l'iniziativa, partecipando attivamente anche nel finale con numerose domande e interventi.







