Numeri da record, una sfida vinta sotto la regia della Pro Loco delle Grazie (nel comune di Porto Venere, La Spezia), per la trentatresima edizione dell'Operazione Marepulito, la più imponente attività di pulizia dei fondali organizzata in Liguria sia per quantitativo di materiale inquinante raccolto e sia per forze e mezzi impegnati. L'edizione di quest'anno ha raggiunto un livello record di materiale raccolto che ha superato anche il quantitativo previsto dal programma.
Quest'anno gli organizzatori hanno previsto di operare su quattro aree, in pratica tutto il territorio del comune di Porto Venere, cioè il borgo e la baia delle Grazie, come base centrale, la costa e le spiagge di Porto Venere, Fezzano e l'isola della Palmaria. Ben 4 aree operative con 10 siti di raccolta individuati tra terra e mare.
Si è conclusa questo pomeriggio alle 14.30, con la giornata "operativa" che prevede la grande attività di raccolta, sotto la direzione della ProLoco graziotta, l'attività ambientale che ogni stagione viene realizzata con base nella baia più importante del golfo spezzino con il supporto del Comune di Porto Venere, con la collaborazione del ComSubIn della Marina militare e con l'impegno operativo di decine di enti, associazioni e volontari, per ripulire la costa, i fondali e il litorale della più bella baia naturale del Golfo dei Poeti e della zona circostante.
Un'edizione da record sotto tutti i punti di vista.
Il bilancio di quest'anno ha superato ogni record mettendo a dura prova gli organizzatori, l'attività è giunta alla 33° edizione di Operazione Marepulito, ha fatto segnare un risultato ben oltre le ipotesi: dal mare sono stati eliminati oltre 175 metri cubi di materiale pericolosamente inquinante (pari a sette container), tra cui 11 relitti di imbarcazioni, decine pneumatici di varie dimensioni, 40 metri cubi di "pezzi" di vetroresina, 45 metri cubi di legname intriso di oli e carburanti, 9 metri cubi di cordami, parti di tre motori marini, tubi di gomma, reti e tanto altro materiale minore di ogni tipo, dalle bottiglie a oggetti plastici di grandi dimensioni al legname, compresa una lavatrice. Il tutto è stato stivato in cinque container ed un pontone-bettolina, quindi avviato allo smaltimento.
Si tratta di materiale ritrovato sia sulle spiagge della zona che sul fondale, in particolare anche di inquinanti rivenuti durante l'anno, galleggiante o affondato, che viene raccolto, per evitare che sia disperso, per essere poi definitivamente rimosso durante questa attività. Il limite dell'intervento, ovvero il quantitativo raccolto, è dato solo dalla capacità di carico e di smaltimento stabilità nella programmazione dell'evento.La giornata di pulizia del mare è stata anche occasione per lo sviluppo di un'attività di tutela della biodiversità marina, con un gruppo di biologi impegnati sia a salvare tutte le forme di vita "pescate" involontariamente con i rottami, sia a fare attività didattica con le scuole.
L'iniziativa Operazione Mare Pulito 2026 non rappresenta soltanto un'importante attività di pulizia dei fondali, ma anche un concreto intervento di tutela della biodiversità marina. Biologi e studenti della Blue School dell'IC2 Rita Levi-Montalcini, attraverso il progetto Percorsi nel Blu, sono stati coinvolti nel recupero dei rifiuti ingombranti che spesso diventano trappole per numerosi organismi marini. Molti invertebrati, infatti, come spugne, ascidie, molluschi, anemoni e piccoli crostacei, colonizzano reti abbandonate, pneumatici, cime e materiali plastici sommersi, rischiando di morire durante le operazioni di rimozione dei rifiuti. Per questo motivo il gruppo del progetto Percorsi nel Blu, ha operato con particolare attenzione, separando e salvando gli animali ancora vivi per restituirli immediatamente al mare. Questo gesto ha assunto un forte valore ecologico ed educativo, poiché molte di queste specie svolgono un ruolo fondamentale nella filtrazione dell'acqua, nella produzione di habitat e nella catena alimentare. Gli studenti hanno avuto così l'opportunità di comprendere come la tutela del mare significhi anche prendersi cura della vita che il mare ospita.
Il bilancio dell'operazione organizzata quest'anno ha visto 21 unità navali in azione (tra cui una bettolina e due mezzi navali "pesanti", due pontoni, con equipaggiamenti speciali), nove mezzi a terra (compresi gru e camion), decine di sommozzatori in mare (45 per la precisione si sono immersi), oltre centinaio di operatori erano i presenti sulle imbarcazioni e i gruppi a terra, una trentina di bambini delle scuole e quattro squadre di primo intervento e soccorso a completare una corona di sicurezza che conta una sempre di tecnici specializzati tra terra e mare. Questo dispositivo, una vera e propria task force unica nel suo genere e nelle capacità di intervento, per l'attività di questo sabato che ha comunque richiesto un prologo, con un dispiegamento minore che nelle scorse settimane ha lavorato per preparare questo risultato.
Il via all'attività è iniziato ben prima dalle 9 del mattino, con il dispiegamento nel borgo delle Grazie ("città dei palombari" e "porto delle vele d'epoca"), l'intervento di questo sabato ha chiuso, con la raccolta vera e propria dal mare, un lavoro costante che ogni stagione prosegue tutto l'anno e che vede impegnati costantemente tutti i soggetti che collaborano a questa iniziativa. Durante i mesi precedenti l'operazione vengono individuati i bersagli sul fondo, vengono raccolti o "preparati" materiali che richiedono particolari accortezze per lo smaltimento ed individuate le concentrazioni di inquinanti in mare, sia nella Baia delle Grazie che nelle altre aree della costa, tutto questo consente di arrivare ad un unico giorno di raccolta ed avviare i materiali ad una procedura di smaltimento efficacie.
Fondamentale il ruolo, in questo programma, della Marina militare con i Palombari del Raggruppamento subacquei ed incursori "Teseo Tesei". Gli specialisti della base del Varignano, sono il punto di riferimento italiano per la dottrina e le attrezzature in campo di immersioni a livello nazionale e solo una delle realtà specialiste più importanti a livello mondiale. Da oltre trent'anni la Marina militare collabora al programma Operazione Marepulito garantendo gruppi di intervento in mare ed in terra, operando nelle più complesse attività di recupero subacqueo e garantendo, in questo modo, l'eliminazione di materiali inquinanti che non potrebbero essere altresì rimossi dal fondo del mare. Quest'anno la Marina militare ha potenziato il supporto anche con il Centro di Supporto e Sperimentazione Navale.
A completamento dell'iniziativa il Cantiere delle Memoria ha curato una esposizione storica che racconta lo sviluppo dell'Operazione Marepulito e il precedente programma portato avanti da Marevivo, il tutto nell'abito del museo allestito per raccontare il mondo della marittimità locale.
Questi gli enti e le associazioni che hanno garantito anche quest'anno la partecipazione o il supporto all'evento: Marina Militare con gli specialisti del ComSubIn ed il personale CSSN, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, Guardia Costiera, Guardia di Finanza, NATO STO CMRE, Aeronautica Militare, ISA2 La Spezia- Porto Venere, PortoVenere Sviluppo, Porto di Porto Venere, Polizia di Stato Centro Nautico e Sommozzatori, Drafinsub, Pubblica Assistenza Croce Bianca Le Grazie, Forza e Coraggio Le Grazie, Borgata Marinara Le Grazie, Gruppo operai comunali, Protezione Civile Porto Venere, Croce Rossa Italiana, Pubblica Assistenza Croce Bianca Porto Venere, Borgata Marinara Fezzano, Life on The Sea, Bluelife, Cressi, Sepor, Velagiovane, Gruppo Sub Ospedale, Spezia Sub, Diving Calafuria, Submariner, Portido, Associazione Golfo dei Poeti, Marevivo La Spezia, Sa Bastia APS, Laboratorio Biodiversità e Servizi Ecosistemici-Enea, Percorsi nel blu ISA2-Blu School, Acam Ambiente e i tanti volontari.







