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Siglato ufficialmente il gemellaggio tra i comuni di Porto Venere e Lumio In evidenza

Un patto raggiunto dopo un lungo e articolato iter amministrativo e istituzionale, sviluppato nel corso di dodici mesi fino al definitivo benestare del Ministero delle Autonomie della Presidenza del Consiglio.

Il 30 aprile e il 1° maggio hanno segnato il momento ufficiale della firma dei rispettivi Sindaci che ha sancito il gemellaggio tra il Comune di Porto Venere e il Comune di Lumio, nella Balagna corsa. Un passaggio storico che non nasce in modo estemporaneo, ma rappresenta l’esito di un lungo e articolato iter amministrativo e istituzionale, sviluppatosi nel corso di circa dodici mesi di lavoro continuativo, caratterizzato da un fitto scambio di documenti, verifiche, confronti e correzioni, fino al conseguimento del definitivo benestare del Ministero delle Autonomie della Presidenza del Consiglio.

Un percorso complesso e strutturato, fortemente voluto dall’Amministrazione comunale di Porto Venere, che ha creduto sin dall’inizio nel valore di questo gemellaggio, riconoscendone la profonda valenza storica, culturale e identitaria. L’obiettivo è stato quello di rafforzare un legame antico tra due territori che, più che essere separati dal mare, ne sono storicamente uniti, una relazione che affonda le proprie radici in oltre dieci secoli di storia condivisa. Idealmente, infatti, il gemellaggio ripercorre le antiche rotte di San Venerio nei luoghi che, mille anni fa, erano legati all’Abate del Tino: Lumio, Sant’Ambrogio e lo spettacolare villaggio di Occì, fino alla chiesa dell’Annunziata, appartenuta ai monaci benedettini dell’Isola del Tino, a testimonianza di un legame storico profondo che oggi trova nuova forma e nuova vita attraverso questo patto di collaborazione.

A rappresentare il Comune di Porto Venere durante la cerimonia a Lumio era presente il Consigliere comunale con delega alla cultura Riccardo Balzarotti, a testimonianza della centralità attribuita dall’Amministrazione a questo progetto di cooperazione internazionale e di valorizzazione delle radici comuni.
La delegazione di Lumio era guidata dal Sindaco Etienne Suzzoni, imprenditore nel settore vitivinicolo, e composta da Noëlle Mariani, con delega all’ambiente e agricoltura, Fabrice Orsini per sport, scuola e associazioni sportive, Maxime Vuillamier per cultura e patrimonio, Marie Pierre Bruno per la comunicazione e Dominique Casta per il lavoro.

Prima della partenza, il Comune di Porto Venere aveva esteso l’invito a partecipare a cittadini singoli e associazioni del territorio, con l’intento di condividere un momento di forte valore simbolico e comunitario. Ha aderito l’Associazione Amici dell’Isola del Tino, la cui presenza numerosa e partecipata ha contribuito a trasformare il momento della firma in una vera e propria festa, ricca di doni, gesti di amicizia e scambi calorosi, sorprendendo la stessa Amministrazione di Lumio per l’intensità dell’accoglienza ricevuta.
La giornata ha così assunto non solo il valore istituzionale del gemellaggio, ma anche quello di un incontro autentico tra comunità, destinato a dare avvio a un nuovo corridoio di relazioni e iniziative condivise tra i due territori, nel segno di un “mare che unisce”.

La cronaca delle giornate del 30 aprile e 1° maggio

Giovedì 30 aprile è avvenuta la presentazione nella sede municipale e, successivamente, nei locali del museo, ha avuto luogo un momento conviviale. Il pomeriggio ha visto una interessante visita al bellissimo faro della Revellata, da dove si ammira a perdita d’occhio un grosso tratto la costa di Calvi e della Balagna, ed al Centro di Studi Subacquei.
Ma l’apice è stato toccato il giorno successivo con il pellegrinaggio allo spettacolare villaggio abbandonato di Occi (o Oci), dove nella chiesa della Santissima Annunziata e San Niculaiu, i Santi che hanno guidato e protetto gli Ocinchi nei secoli, si è svolta una Messa solenne e la rituale processione. In questi luoghi risiede il collegamento con il monastero benedettino dell’isola del Tino. A partire dall'XI secolo, infatti, l’abbazia del Tino era proprietaria di una tenuta ecclesiastica su Spanu, strutturata intorno alle chiese di San Niculaiu e Sant'Ambrosgiu, che dette origine alla fondazione di Oci nel XV secolo.
Nel corso degli anni ricercatori accademici, associazioni e storici hanno documentato i rapporti tra Lumiu e Porto Venere. Oggi, questa storia condivisa ha aperto la strada al gemellaggio ufficiale tra le due comunità. La partecipazione all'evento è stata stimata in circa 150 persone.
Una occasione di amicizia, di esperienza, di emozioni e avventure da condividere con una comunità attaccata alle proprie radici storico-religiose. L'Amministrazione intende ringraziare i registi delle due giornate, la presidente dell’Ass. Amici dell’Isola del Tino, Elisabetta Cesari, ed il Consigliere per la Cultura di Lumio, Maxime Vuillamer.

La dichiarazione

“Il gemellaggio tra il Comune di Porto Venere e il Comune di Lumio rappresenta un’importante occasione per consolidare e sviluppare relazioni fondate sulla condivisione di valori, identità e prospettive comuni – dichiarano il sindaco Francesca Surlese e il consigliere comunale con delega alla cultura Riccardo Balzarotti –.
L’iniziativa si inserisce in un percorso volto a rafforzare i legami culturali, sociali ed economici tra le due comunità, favorendo la conoscenza reciproca delle rispettive tradizioni, del patrimonio storico, paesaggistico e ambientale, nonché la valorizzazione delle eccellenze locali.
Attraverso questo accordo, intendiamo promuovere la realizzazione di progetti e attività condivise nei settori della cultura, del turismo e dell’istruzione, con particolare attenzione allo scambio tra giovani, associazioni e realtà del territorio, nella convinzione che il dialogo tra comunità rappresenti un elemento fondamentale per la crescita collettiva.
Il gemellaggio - concludono Sturlese e Balzarotti - si configura inoltre come uno strumento concreto di collaborazione istituzionale e partecipazione civica, capace di rafforzare il senso di appartenenza europea e di costruire nuove opportunità di sviluppo sostenibile e inclusivo”.

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