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Una goleada che pesa, ma non cancella tutto. In evidenza

Lo Spezia travolge il Sudtirol con un netto 6-1 e si regala novanta minuti di relativa tranquillità, evento raro in una stagione vissuta spesso sul filo dell’ansia.

In un Picco silenzioso, i bianchi mostrano una versione più concreta e continua, approfittando anche dell’espulsione di Zedadka che, già nel primo tempo, indirizza la partita sui binari desiderati.
Eppure, anche dentro una gara dominata, riaffiorano ombre già viste. Il momentaneo pareggio di Pecorino nasce da una disattenzione difensiva che ricalca dinamiche recenti: marcature leggere, reparto poco reattivo, una fragilità che per lunghi tratti della stagione è costata cara. La differenza, stavolta, sta nella reazione. Lo Spezia non si disunisce, non perde equilibrio, ma continua a spingere con ordine e determinazione, chiudendo i conti senza concedere ulteriori spazi agli avversari.

Dalla panchina la regia è costante. D’Angelo accompagna ogni fase del match con indicazioni continue, segno di una squadra che prova a ritrovare riferimenti anche caratteriali. Il ritiro ha lasciato tracce visibili, soprattutto nell’atteggiamento: più attenzione, più presenza, meno paura nei momenti chiave.
Sul piano individuale arrivano risposte attese. Lapadula torna protagonista per minutaggio e impatto, offrendo una prestazione di sostanza e leadership, tra gol, lavoro per i compagni e gestione dei momenti più delicati. In mezzo al campo è Valoti a prendersi la scena: qualità, inserimenti e visione. Si procura il rigore che sblocca la gara e rifinisce per i compagni, risultando decisivo in più situazioni. Segnali incoraggianti anche da Sernicola, finalmente incisivo dopo settimane complicate.

La classifica, però, resta severa. I 33 punti tengono lo Spezia ancora dentro la zona più pericolosa, con il margine d’errore ormai azzerato. Il successo contro il Sudtirol alimenta inevitabilmente i rimpianti per un percorso che avrebbe potuto prendere pieghe diverse, ma al tempo stesso mantiene viva una possibilità.

Tutto si giocherà nelle ultime tre tappe: Catanzaro, Venezia e Pescara. Tre passaggi obbligati, tre partite da vivere senza calcoli. Più che la brillantezza, serviranno continuità e nervi saldi. La vittoria del Picco non risolve, ma indica una strada: seguirla fino in fondo è l’unica opzione rimasta, per inseguire la salvezza o, almeno, chiudere con dignità una stagione complicata.

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