fbpx

Accedi al tuo account

Nome utente*
Password *
Ricordami

Pubblicato il volume “Territorio e lavoro: la vita politica dell’On. Pietro Zoppi” In evidenza

di Anna Mori - La nostra intervista all’autore Nicola Carozza

Ci sono figure politiche che diventano parte dell’immaginario collettivo di un territorio e identificano una stagione politica. L’On. Pietro Zoppi, o “Pietrin” come era soprannominato affettuosamente da chi lo conosceva, fa parte di questo immaginario nostrano: sindaco di Levanto e deputato per sei legislature durante il periodo della prima repubblica. Un modo di governare forse un poco lontano dalle attuali tendenze, la passione per la politica, lo scontro ideologico che contraddistingueva a quell’epoca Dc e Pci, la ricerca del consenso in campagna elettorale a cercare preferenze casa per casa.

E’ stata pubblicata per Edizioni Giacchè la sua biografia dal titolo “Territorio e lavoro: la vita politica di Pietro Zoppi”, un volume scritto da Nicola Carozza, dottore di ricerca presso l’Università di Genova, vicedirettore di Confartigianato La Spezia e Consigliere di indirizzo di Fondazione Carispezia. La pubblicazione è stata realizzata grazie al contributo di BVLG, Banca Versilia, Lunigiana e Garfagnana e il patrocinio del Comune di Levanto. Il volume si trova nelle librerie, nelle edicole e sulle piattaforme on line.

Abbiamo incontrato l’autore per capire da dove nasce l’idea di scrivere questo volume e tanto altro.

Nicola, come nasce l’idea di scrivere “Territorio e lavoro: la vita politica di Pietro Zoppi”?

L’idea del libro è nata dall’incontro con la prof.ssa Clara Biondi, vedova di Pietro Zoppi, centenaria, purtroppo mancata tre mesi fa. Clara mi suggerì di avviare una ricerca sul marito. Così due anni fa ho iniziato ad incontrarla per raccogliere ricordi e lavorare con lei sui documenti dell’Archivio di Famiglia. Successivamente ho potuto parlare con altri amici e testimoni: la figlia Maria Rita, Gianni Nicolini, Dino Del Ry, Eugenio Cappellini, Maria Grazia Podda, Fabrizia Poggi, Valerio Bertamino, Marcello Schiaffino.”

Perché oggi è importante riscoprire una figura come quella di Pietro Zoppi, che tipo di politico era rispetto agli standard di attuali?

“E’ stata una delle figure più importanti del panorama politico ligure, rappresentava il Presidente Giulio Andreotti in Liguria. Contestualizzare cronologicamente la sua vita politica nelle vicende e negli avvenimenti che ha attraversato, ci aiuta ad approfondire una pagina di storia del nostro territorio, ancora inesplorata, e ricomporre una parte della nostra memoria e identità,che altrimenti si perderebbero.

Il libro è frutto di due anni di lavoro: quali sono state le principali difficoltà nella ricostruzione della biografia?

Moltissime. Un libro di storia non è un romanzo e ciò che si scrive deve essere documentato da fonti: archivi, foto, documenti, atti parlamentari, registri, lettere, giornali dell’epoca, testimonianze. Il volume ha un apparato piuttosto ricco di note che permettono di verificare ciò che abbiamo scritto.

In che modo Pietro Zoppi ha contribuito concretamente alla trasformazione di Levanto, in particolare, e del territorio spezzino?

Pietro Zoppi ha trasformato la città da piccolo e povero borgo a città turistica, spostando la ferrovia a monte, ricostruendo le scuole, nuove residenze abitative con il piano Ina Casa, creando il lungomare, realizzando l’ospedale S. Nicolò, i collegamenti stradali con le frazioni, il casello autostradale ed anche come parlamentare si è distinto per l’impegno costante a favore del territorio e del lavoro di tante persone impegnandosi per l’Arsenale, le aziende della provincia spezzina, Termomeccanica e Oto Melara, le infrastrutture, la soluzione della crisi delle partecipazioni statali, e tanto altro.

Qual è stata, a tuo avviso, la sua intuizione più lungimirante?

Tante, ma certamente la costruzione dell’Ospedale S. Nicolò e la realizzazione del Casello Autostradale Carrodano-Levanto furono due grandi vittorie.

Il titolo del libro richiama due parole chiave: territorio e lavoro. Quanto erano centrali nella visione politica di Zoppi?

Centralissimi. Ha lavorato moltissimo per Levanto e per il territorio, chiedendo a Roma la realizzazione di infrastrutture importanti per lo sviluppo. Stessa cosa sul lavoro. Zoppi riteneva che la sicurezza di un giovane e la possibile realizzazione di una famiglia fosse collegata al trovare un lavoro. Si è sempre dato da fare per segnalare giovani, al di là degli schieramenti e delle tessere di partito, alle aziende del territorio, in Arsenale, alle Poste.

Cosa può insegnare oggi quel modo di fare politica, spesso lontano dai riflettori?

Ovviamente oggi tutto è cambiato. Sicuramente l’On. Zoppi aveva ben chiaro il senso della rappresentanza dei cittadini e dei suoi elettori. Passava ore ad ascoltare, incontrare le persone nei suoi uffici, oggi gli onorevoli non hanno neanche più uffici e segreterie strutturate. Le persone ancora oggi ricordano la coda per parlargli.

Che persona era Zoppi nella vita privata, al di là del ruolo istituzionale e quanto contavano per lui i rapporti umani e il legame con il territorio?

Non aveva una vera e propria vita privata, tutte le energie erano spese in favore della comunità, anche a Roma dopo i lavori parlamentari lui spesso prendeva solo un cappuccino e qualche bustina di zucchero e tornavano in ufficio a lavorare, a studiare, a scrivere lettere. Non c’era funerale, processione, riunione sindacale, vertenza alla quale Zoppi non partecipasse

Il suo modo di fare politica è ancora attuale o appartiene definitivamente a un’altra epoca?

Oggi la politica è molto cambiata, si pensi ad esempio alla presenza dei social, allora c’era più presenza. Le preferenze erano indicate nella scheda elettorale alle votazioni politiche e questo rendeva necessario un contatto diretto con ciascun elettore, un convincimento nella soluzione dei problemi. Anche a Roma i politici dei territori contavano molto di più perché erano portatori di una ‘rappresentanza’ di migliaia di preferenze ed anche i big della politica ne dovevano tenere conto.

Che cosa dovrebbe portarsi a casa un lettore dopo aver letto il libro?

Tanti stanno acquistando il libro in edicola o in libreria perché hanno conosciuto Zoppi e vogliono ripercorrere quella storia o dimostrargli gratitudine. Tanti cittadini gli hanno parlato, hanno ricevuto un aiuto concreto, hanno visto risolto un problema nell’ottenimento di una pensione o una
segnalazione per un posto di lavoro.
Come ha scritto Marco Follini nella prefazione, Pietro Zoppi era la tessera di un mosaico politico che ha reso grande la Dc, la forza di quel partito era data da tante figure meno note, periferiche ma che seppero mettere radici e cambiare concretamente la vita delle persone.

È GRATIS! Compila il form per ricevere via e-mail la nostra rassegna stampa.

Partecipa ai sondaggi della Gazzetta della Spezia: clicca qui.

Gazzetta della Spezia & Provincia non riceve finanziamenti pubblici, aiutaci a migliorare il nostro servizio con una piccola donazione. GRAZIE

Vota questo articolo
(0 Voti)
Gazzetta della Spezia

Redazione Gazzetta della Spezia
Via Fontevivo, 19F - 19123 La Spezia

Tel. 0187980450
Email: redazione@gazzettadellaspezia.it

www.gazzettadellaspezia.it

Articoli correlati (da tag)

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

 
 
Studio Legale Dallara