Il provvedimento di controllo giudiziario disposto dalla Procura di Milano nei confronti di Glovo e Deliveroo conferma quanto denunciamo da tempo: dietro la retorica della "gig economy" si nasconde un sistema di sfruttamento sistematico. Sono oltre 40mila i lavoratori e le lavoratrici colpiti, costretti a condizioni salariali e contrattuali indegne, al di sotto di ogni soglia di dignità. In questo caso, come in altri emersi recentemente, siamo di fronte a una pratica che richiama il caporalato, adattata alle piattaforme digitali: un sistema che riduce le persone a forza lavoro usa e getta, senza diritti, senza tutele, senza voce. Ancora una volta, mentre il governo ha scelto di non intervenire lasciando campo libero agli interessi delle multinazionali, è stata la magistratura a svolgere una funzione fondamentale di tutela.
È ora necessario un intervento immediato: la regolarizzazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici coinvolti, il riconoscimento di contratti di lavoro veri, salari dignitosi, diritti sindacali e piena protezione sociale. Chiediamo inoltre sanzioni esemplari nei confronti delle aziende responsabili, con risarcimenti che vadano direttamente a chi ha subito lo sfruttamento.
Sabato parteciperemo al presidio promosso dalla Cgil perché per noi è indispensabile aprire una stagione di pieno riconoscimento dei diritti del lavoro anche nelle piattaforme digitali: nessuna innovazione tecnologica può essere usata per aggirare diritti, tutele e dignità.
Segreteria Provinciale di Rifondazione Comunista La Spezia







