Si è svolto venerdì scorso a Carro il seminario “Il valore del castagno: produzione e paesaggio”, promosso dal Biodistretto Val di Vara, registrando una partecipazione numerosa e attenta di pubblico, tecnici, amministratori, studiosi e operatori agricoli. Un risultato che conferma quanto il tema della castanicoltura sia oggi centrale non solo sul piano produttivo, ma anche ambientale, paesaggistico e sociale.
L’incontro ha riunito esperti provenienti dal mondo della ricerca e delle istituzioni, offrendo un confronto concreto sulle strategie di difesa contro il Mal dell’Inchiostro e sulle prospettive di rilancio della filiera castanicola.
«È stato un seminario pienamente riuscito, anche oltre le nostre aspettative – ha dichiarato il presidente del Biodistretto Val di Vara Alessandro Triantafyllidis – Il grande interesse e la partecipazione attiva dimostrano che il castagno non è solo tradizione, ma vuole essere anche futuro. Ora l’impegno è trovare gli strumenti giusti per rilanciare la cultura del castagno, a partire dalla salvaguardia dei vecchi castagneti domestici, che rappresentano un patrimonio storico e agricolo straordinario».
Tra gli interventi istituzionali, Damiano Penco della Regione Liguria ha sottolineato il ruolo strategico della programmazione forestale regionale, evidenziando la necessità di creare condizioni favorevoli affinché territori e imprese possano sviluppare progettualità locali di valorizzazione, anche in relazione alla prevenzione del dissesto idrogeologico. I castagneti, che rappresentano circa il 30% della superficie regionale, costituiscono infatti una risorsa fondamentale la cui gestione può contribuire alla stabilità dei versanti e alla tutela del territorio.
Dal punto di vista scientifico, il professor Andrea Vannini (Università della Tuscia) ha evidenziato come il rilancio della castanicoltura passi sia da interventi tecnici mirati sia da una gestione attiva dei castagneti, sottolineando il valore multifunzionale della pianta e le opportunità economiche legate alla trasformazione e alla filiera locale. Una prospettiva che, se sostenuta da politiche coordinate tra enti pubblici e territorio, può favorire nuove opportunità anche per i giovani.
Il ricercatore Andrea Brandano (Università di Sassari) ha illustrato l’esperienza del progetto Castanet, nato in Sardegna per contrastare il mal dell’inchiostro e rilanciare l’interesse verso la castanicoltura. Il progetto, partito da una realtà locale, ha dimostrato come iniziative mirate possano generare un effetto moltiplicatore, riattivando reti territoriali, associazioni e collaborazioni istituzionali.
La giornata si è conclusa con visite sul campo e momenti di approfondimento pratico, confermando l’importanza di integrare ricerca scientifica, conoscenze tradizionali e partecipazione territoriale.
Il Biodistretto Val di Vara sottolinea come iniziative di questo tipo rappresentino un tassello fondamentale di un percorso più ampio: costruire modelli di sviluppo sostenibile capaci di valorizzare le risorse locali, rafforzare le filiere agricole e mantenere vivo il presidio delle aree interne.







